Droni, accordo tra TIM e SEiKEY per lo sviluppo di soluzioni innovative

TIM e SEiKEY hanno firmato un accordo finalizzato all’identificazione e validazione di nuove applicazioni in grado di integrare il cloud computing e la connettività mobile 4G con gli Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR, detti comunemente “droni”) caratterizzati dall’assenza del pilota a bordo. La partnership consentirà di individuare nuove opportunità tecnologiche e di business in questo segmento di mercato, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni in grado di trasmettere dati provenienti dai droni verso le infrastrutture di cloud computing attraverso la rete 4G di TIM.

Collegamento continuo tra drone e centrale di controllo

Inoltre la collaborazione prevede la realizzazione di un nuovo sistema bidirezionale di comunicazione tra l’autopilota del velivolo e la rete ultrabroadband, che abilita in questo modo servizi di ultima generazione e rende possibile il collegamento continuo tra il drone e la centrale di controllo.

Nuovi percorsi per l’Internet of Things

Il programma di sviluppo è stato creato dal TIM Joint Open Lab “CRAB” di Torino, in collaborazione con il Politecnico di Torino. Grazie al lavoro congiunto fra TIM e SEiKEY verranno creati sistemi che abilitano nuovi modelli e servizi per le future smart city e per l’Internet of Things, come ad esempio il monitoraggio ambientale, la manutenzione di impianti industriali, applicazioni per la smart agriculture, oltre a soluzioni che consentiranno di elevare i livelli di sicurezza e di affidabilità dei droni durante le loro missioni.

Innovazione digitale, i progetti vincitori dei Digital360 Awards 2016

Ogni anno, il Gruppo Digital360 premia i migliori progetti di innovazione digitale in ambito business, sviluppati da fornitori di alta tecnologia in Italia, con l’assegnazione dei Digital360 Awards. L’edizione 2016 ha visto premiati: Everis Italia, Mathesia, Ennova, Bisy, Julia, Arcadia Consulting, Spindox, Qwince, Parquery, Iooota, Cloud4Wi, BankSealer, weAR, Anyt1me, Anagramma e BT Italia. Progetti e idee d’impresa che hanno avuto il merito di proporre soluzioni tecnologiche in numerosi settori: dai sensori per il monitoraggio in tempo reale del riempimento dei cassonetti per i rifiuti, all’applicazione che consente di aprire un conto corrente con un selfie; dalla soluzione per la connessione wi-fi nelle stazioni ferroviarie, fino a quella che informa i clienti dei prodotti scontati a rischio spreco nei supermercati. Le aziende premiate hanno avuto inoltre la possibilità di presentare le proprie idee ai Ceo delle più importanti imprese italiane attraverso un breve pitch.

Italia in ritardo

L’Italia presenta forti ritardi a livello di innovazione digitale. Nel nostro paese il rapporto tra mercati digitali e Pil è̀ pari al 3,6%, contro una media europea del 5,9%, quindi con un deficit annuo di 40 miliardi di euro. Il Digital360 Awards ha l’obiettivo finale di generare un meccanismo di condivisione delle esperienze migliori tra imprese, fornitori, startup e istituzioni nei diversi ambiti dell’innovazione digitale. È rivolto a tutti i fornitori hi-tech, incluse le startup, che hanno sviluppato progetti di innovazione digitale presso aziende private o pubbliche amministrazioni. Quest’anno il contest ha raccolto complessivamente 140 candidature. Il comitato di valutazione costituito da 50 Ceo delle principali imprese operanti in Italia ha analizzato e valutato 39 progetti finalisti, da cui sono emerse le 16 soluzioni vincitrici che si sono distinte per originalità e innovatività, benefici apportati e replicabilità.

Diffondere la cultura dell’innovazione

”I progetti vincitori del Digital 360 Awards – dice Andrea Rangone, amministratore delegato di Digital360 – sono esempi di successo nell’utilizzo del digitale nelle imprese e nella pubblica amministrazione. Esempi che possono essere da stimolo per diffondere la cultura dell’innovazione e dell’imprenditorialità in ogni settore. Per questo, abbiamo deciso di presentarli direttamente ai capi dell’innovazione delle grandi imprese italiane, i Ceo che in un’economia sempre più digitale oggi hanno il compito strategico di sostenere l’innovazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, servizi e mercati”.

Le idee premiate

Tra le idee emerse nell’ambito dei progetti premiati, nella categoria “Internet of things”, Everis Italia ha proposto Smart Waste Management, soluzione IoT per la raccolta intelligente dei rifiuti urbani. La sensoristica volumetrica al servizio della raccolta intelligente dei rifiuti urbani: monitoraggio in tempo reale del livello di riempimento dei cassonetti distribuiti alla cittadinanza per abilitare il concetto di “pay per use”. Nella categoria “CRM/Soluzioni per Marketing e Vendite”, Ennova è stata premiata per SKILLO, assistente tecnico virtuale canalizzato al consumer. Un’applicazione configurata per garantire il supporto di un vero e proprio tecnico digitale, in grado di gestire da remoto l’assistenza a tutti i tipi di device smart. Per la sezione “Smart Working, Collaboration ed eLearning”, Arcadia Consulting ha vinto grazie a AAL Arcadia Augmented Learning, una metodologia che punta a facilitare il flusso di apprendimento, grazie all’abbinamento di aspetti metodologici, realtà aumentata e visori di realtà virtuale.

Ict, l’Italia cresce ma lentamente

L’Italia dal 2015 ha ripreso a investire in Ict e continuerà a farlo nel prossimo triennio. Un dato incoraggiante, ma è solo l’inizio di un percorso, e le previsioni di crescita fino al 2018 ne sono una conferma. In realtà, nonostante i timidi, positivi segnali, è ancora lenta la crescita dell’innovazione digitale nel nostro Paese. Una lentezza che, pur in uno scenario in movimento, fa sì che non si inneschino quei processi competitivi e quella trasformazione del nostro sistema produttivo in grado di incidere sull’attuale situazione. Sono questi i principali elementi emersi dal rapporto “Il digitale in Italia nel 2016”, promosso da Assinform e Confindustria Digitale, in collaborazione con NetConsulting cube e gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.

 

Assinform: “Incremento c’è, ma la Pa resta ai margini”

 “I tassi di incremento a due cifre degli investimenti nelle tecnologie abilitanti, quali Cloud, Iot, piattaforme per la gestione web, Big Data, mobile business, sicurezza – ha sottolineato in sede di presentazione dello studio Agostino Santoni, presidente di Assinform – se contestualizzati nell’ambito dei servizi digitali, informatici e del software, che in volume rappresentano la parte più consistente del mercato, ma crescono a una cifra, evidenziano che è in atto un vivace e robusto fenomeno di infrastrutturazione innovativa, che tuttavia riguarda ancora una frazione troppo limitata del Paese. Soprattutto le piccole e medie imprese, che costituiscono il 99% del nostro tessuto produttivo e contribuiscono a più del 50% del Pil, così come gran parte della pubblica amministrazione, continuano a rimanere ai margini dell’evoluzione digitale“.

 

Imprese protagoniste

Lo studio rileva alcuni segnali che parlano di una inversione di tendenza sullo sviluppo del digitale in Italia. Nel 2015 il mercato digitale nel suo complesso era già cresciuto dell’1%, arrivando a 64.908 milioni di euro. All’incremento hanno concorso tutti i settori, eccetto i servizi di rete delle telecomunicazioni (-2,4%,) che hanno continuato a subire il calo delle tariffe deprimendo le dinamiche di quasi un terzo del mercato. Ma gli altri due terzi sono cresciuti: Servizi ICT a 10.368 milioni di euro (+ 1,5%); Software e Soluzioni ICT a 5.971 milioni di euro (+4,7%), Dispositivi e Sistemi a 16.987 milioni di euro (+0,6%), Contenuti Digitali e Digital Advertising a 8.973 milioni di euro (+8,6%).

In aumento la domanda di servizi di qualità

Si registrano quindi dei miglioramenti, tuttavia l’Italia soffre ancora il confronto con le performance di altri paese. Tuttavia, un altro fattore da considerare è la crescita della domanda di servizi di qualità e innovativi: Cloud +23,2%, Big Data +24,7%, piattaforme per il web +13,3%; mobile business +12,3%, sicurezza +4,4%. Fino al 2018, inoltre, le previsioni per il mercato complessivo ICT in Italia, lasciano intravedere una crescita dell’1,5% nel 2016, dell’1,7% nel 2017, e del 2,0% nel 2018. Le piccole imprese con +0,6% stimato nel 2016, risultano ancora poco coinvolte dalla trasformazione digitale. In parte, questo discorso riguarda anche la PA: nel 2016, confermata la ripresa della spesa a livello centrale (+1,6%) e nella Sanita’ (+3%), ma a livello locale fa segnare un -2,0%.

Startup, intesa tra “Federico II” e UniCredit

Un nuovo strumento per agevolare la nascita, lo sviluppo e la competitività delle imprese del territorio napoletano e favorire l’occupazione, valorizzando in particolare le potenzialità di giovani che vogliono affrontare un percorso imprenditoriale. È questo l’obiettivo del protocollo di intesa firmato da UniCredit e Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

 

Stimolare il collegamento tra ricerca e impresa

Con l’intesa prende il via una nuova collaborazione tra l’Università e UniCredit, finalizzata in particolare a selezionare idee innovative di giovani con capacità imprenditoriale e trasformarle in startup, nuove realtà imprenditoriali da supportare nel loro percorso di avviamento, di crescita e di sviluppo. In particolare, UniCredit e Università degli Studi di Napoli Federico II collaboreranno per la realizzazione di un’azione congiunta finalizzata allo scouting di aziende di nuova costituzione e valuteranno insieme i percorsi di crescita, con l’obiettivo di stimolare nuove modalità di collaborazione tra le aziende e di intensificare la collaborazione in rete degli imprenditori, anche attraverso l’individuazione, a cura della banca, di filiere produttive.

 

Il Contamination Lab di Napoli

Il protocollo d’intesa sancisce la collaborazione tra UniCredit e Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II già avviata nel 2016 all’interno del progetto Contamination Lab Napoli, promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero dello Sviluppo Economico, che favorisce percorsi di contaminazione tra studenti di discipline diverse con lo scopo di promuovere la cultura dell’imprenditorialità, dell’innovazione e del fare, l’interdisciplinarietà e nuovi modelli di apprendimento. Il Contamination Lab Napoli si propone come strumento di raccordo tra l’Università, il territorio, le imprese e le istituzioni, fornendo le chiavi interpretative e gli strumenti più efficaci per valorizzare la creatività giovanile e incoraggiare nuovi saperi, competenze e linguaggi al fine di dare impulso a una cultura digitale d’impresa e favorire la nascita di startup e progetti culturali innovativi tra i giovani della Campania.

Tim, partnership con Fastweb per la rete ultraveloce

Al via la partnership strategica tra Tim e Fastweb, per lo sviluppo della rete in fibra (ftth) in 29 città, che investirà 1,2 miliardi di euro. Nella nota ufficiale diffusa da Telecom, si spiega che l’accordo è finalizzato ad ”accelerare la realizzazione delle infrastrutture a banda ultralarga” fiber to the home. La partnership prevede la costituzione di una società congiunta con l’80% del capitale detenuto da Tim e il 20% da Fastweb.

Fibra per tre milioni di utenti

La nuova società, si spiega, si occuperà di realizzare per conto di Tim e Fastweb, e successivamente di affittare alle medesime, la rete secondaria e i verticali fino a casa degli utenti. Il piano industriale della nuova società prevede quindi di collegare, entro il 2020, circa 3 milioni di abitazioni con tecnologia Ftth, che permetterà velocità di collegamento di 1 gigabit al secondo. L’investimento sarà finanziato in parte con equity e in parte con debito. La quota di spettanza di Tim è già inclusa nei Capex del piano industriale 2016-2018.

Infrastruttura tecnologica ad altissima velocità

Inoltre, nell’ambito della partnership, Tim acquisirà da Fastweb nei prossimi 18 mesi le infrastrutture con tecnologia ftth che consentiranno di collegare alla rete Tim circa 650mila unità immobiliari in 6 città con un anno di anticipo rispetto al piano industriale. La partnership strategica, si legge nella nota, permetterà alle due società di ”realizzare in tempi più rapidi l’infrastruttura ad altissima velocità di ultima generazione, consentendo allo stesso tempo sinergie negli investimenti”.  In questo modo, Tim e Fastweb intendono ”unire i propri sforzi per realizzare l’infrastruttura di banda ultralarga che permetterà all’Italia di centrare gli obiettivi dell’Agenda digitale europea, anche prima del termine indicato dalla Ue”, spiega la società. Tim e  Fastweb studieranno la possibilità di estendere la partnership anche ad altri settori di collaborazione, per ”lo sviluppo congiunto di infrastrutture passive e di tecnologie per la rapida diffusione della banda ultralarga”.