Campania, via al progetto Java per i nuovi talenti dell’IT

La Regione Campania, con delibera di giunta 465 ha approvato il progetto “Java Campania – Innovazione e formazione digitale”. Il progetto consiste nel finanziamento, tramite il Fondo Sociale europeo, di corsi di formazione per l’ottenimento della qualifica di programmatore Java e rappresenta un’occasione per accedere al mondo del lavoro specializzandosi in una delle tecnologie informatiche di riferimento per le imprese.

Obiettivo del programma è di colmare il gap digitale

Poter vantare competenze tecniche e digitali, è ormai divenuta una componente centrale nella formazione e queste sono infatti le competenze più richieste dalle aziende, anche  per coprire il “gap digitale” . Infatti, soprattutto in Campania, il divario tra richiesta del mercato del lavoro e disponibilità di competenze in ambito digitale è evidente in maniera inequivocabile. Il corso, la cui partecipazione è completamente gratuita, è rivolto a giovani e adulti non occupati in possesso di diploma o laureati con  forte interesse ed entusiasmo per le nuove tecnologie e attitudine al lavoro di gruppo, con una buona conoscenza dell’informatica di base e della lingua inglese tecnica.

A fine corso il certificato di Oracle University

Si tratta – spiega l’assessore alla Formazione della Regione Campania, Chiara Marciani – di un progetto innovativo, non solo per il suo contenuto, ma anche per le modalità con cui verrà realizzato. Non sarà finanziata solo la formazione, che in ogni modo rappresenta un elemento importante e altamente qualificante per i nostri giovani, ma si vuole premiare anche l’impegno ed i risultati conseguiti dai partecipanti ai corsi. E’ prevista infatti una “dote” di 5000 euro per i prima 50 classificati al test di certificazione ed un contributo di 3500 euro per i successivi 50 classificati utile allo svolgimento di tirocini in imprese della Campania.” I giovani formati sosterranno a fine corso l’esame di certificazione ufficiale di Oracle University.

Startup, in Italia cresce l’ecosistema dell’innovazione

Mentre a Firenze nasce la prima startup innovativa senza notaio, attraverso una procedura esclusivamente online, in Italia il numero di nuove imprese innovative cresce ad un buon ritmo e, ad oggi, risultano iscritte, a livello nazionale, ben 6.235 imprese (+21,2% rispetto a fine 2015). Si tratta di giovani imprese che nell’ultimo anno hanno impiegato prevalentemente fino a quattro addetti (78,5%). Le startup di nuova generazione operano prevalentemente nei servizi (75,4%) e hanno un valore della produzione che per il 65,4% non supera i 100 mila euro. A livello di governance, il 13,2% ha una compagine societaria a prevalenza femminile mentre le start up coordinate in maggioranza dai giovani (under 35) rappresentano ben il 21,6% del totale. È quanto emerge da una ricerca effettuata dalla compagnia assicurativa Bnp Paribas Cardif, nell’ambito dell’Open-F@b Call4Ideas 2016.

Lo scenario regionale

I dati diffusi rivelano che, a livello regionale, è la Lombardia a registrare in assoluto il valore più alto, con 865 start up innovative (pari al 21,7% del totale nazionale), seguita dall’Emilia Romagna con 750 (12%), il Lazio con 619 (9,9%), il Veneto con 483 (7,7%), il Piemonte con 397 (6,4%) e la Campania con 396 (6,4%). Tra le province più dinamiche Milano con 917 giovani imprese, Roma con 536 e Torino con 298. Rispetto alla fine del 2015, la crescita più alta in termini percentuali si registra in due regioni del centro-Sud, Abruzzo (+35,7%) e Basilicata (+34,3%), seguite dall’Emilia Romagna (29,8%).

Cybersecurity, mancano esperti per difesa da attacchi digitali

Nel mondo manca personale qualificato ed esperto in cybersecurity. La sicurezza di dati e informazioni da mettere al riparo da attacchi di hacker sta diventando sempre più importante nelle economie di istituzioni e imprese. A rivelarlo è un report commissionato da Intel Security e CSIS, il Center for Strategic and International Studies e condotto da Vanson Bourne. L’indagine ha coinvolto complessivamente 775 responsabili delle decisioni IT operanti in organizzazioni con almeno 500 dipendenti, nei settori pubblico e privato. Anche grazie ai quattro i parametri presi in considerazione, (capacità di spesa in cybersecurity, istruzione e formazione, dinamiche aziendali e risposte fornite dal pubblico), ad emergere è l’incremento della spesa in strumenti e servizi per garantire la sicurezza informatica.

A caccia di expertise contro gli hacker

Tuttavia, a fronte di ciò, l’82% degli intervistati ammette una carenza di competenze in sicurezza informatica cui va ascritta, secondo un ulteriore 71%, la responsabilità di danni concreti e misurabili alle imprese, come perdita di dati riservati e proprietà intellettuale, che per la mancanza di talenti diventano bersagli più appetibili per gli hacker. Cloud, mobile computing, Internet of Things, così come attacchi mirati avanzati e cyber-terrorismo impongono la necessità di personale formato con solide competenze in sicurezza informatica a fronte della quale, però, gli intervistati nello studio di Intel Security e CSIS prevedono, in media, che tra oggi e il 2020 il 15% delle posizioni di sicurezza informatica nelle loro aziende rimarrà scoperto.

Via a nuovi modelli formativi nel settore IT

Emerge quindi la necessità di far fronte a questa crisi promuovendo nuovi modelli di apprendimento, accelerando la disponibilità di opportunità di formazione e fornendo soluzioni sempre più automatizzate affinché i talenti possano essere impiegati al meglio. Oltre allo stipendio, inoltre, altri incentivi sono importanti sia nel reclutamento sia quando si tratta di trattenere i talenti migliori, tra cui la formazione, le opportunità di crescita e la reputazione del dipartimento IT del datore di lavoro. Non a caso, quasi la metà degli intervistati cita la mancanza di formazione, o di programmi di qualificazione professionale, tra le ragioni più diffuse per la fuoriuscita dei talenti. 

Salerno, arriva la banda ultralarga di TIM

TIM rilancia con la banda ultralarga a Salerno e avvia, con il patrocinio del Comune, un innovativo piano che porta la fibra ottica fino alle abitazioni, con l’obiettivo di rendere disponibili collegamenti super-veloci a partire da 300 Megabit al secondo e potenzialmente fino a 1.000 Megabit (1 Giga). I lavori per la realizzazione della nuova rete partiranno in molte zone della città entro il mese di agosto, in modo da rendere i servizi progressivamente disponibili alla clientela, con l’obiettivo di collegare circa 36 mila unità immobiliari alla conclusione del piano previsto per il 2018. Salerno, infatti, è stata inserita da TIM nel piano nazionale di cablaggio in tecnologia FTTH (Fiber To The Home), che prevede di raggiungere oltre 3,5 milioni di abitazioni nell’arco di tre anni.

Intesa tra TIM e Comune di Salerno per velocizzare i lavori

Questo risultato è stato raggiunto grazie agli importanti investimenti che TIM sta facendo nella città di Salerno e alla collaborazione dell’Amministrazione Comunale che si è resa disponibile ad agevolare la realizzazione del progetto. L’intesa raggiunta, infatti, oltre a velocizzare e semplificare le procedure autorizzative necessarie all’effettuazione dei lavori, favorisce e minimizza le attività di scavo mediante l’utilizzo di tecniche innovative a basso impatto ambientale e con ridotti tempi di lavorazione, e consente l’utilizzo di infrastrutture comunali per la posa della fibra. TIM provvederà inoltre all’installazione e alla manutenzione della fibra ottica fino alle abitazioni e agli uffici senza alcun onere per condomini e imprese.

Massima qualità nella fruizione dei contenuti

Grazie a questo intervento, Salerno sarà dotata di una rete a banda ultralarga ancora più performante di quella che già oggi è a disposizione di cittadini e imprese. Il nuovo programma di sviluppo della rete a banda ultralarga, grazie al quale la fibra raggiunge direttamente gli edifici, fa infatti seguito a quello già realizzato da TIM in tecnologia FTTCab e che attualmente già rende disponibili per i cittadini salernitani collegamenti fino a 100 megabit per oltre 45mila unità immobiliari, che diventeranno circa 51mila a fine piano pari al 95% della popolazione. Questo consentirà di offrire una ancora più elevata qualità nella fruizione di contenuti video in HD e 4K e una migliore esperienza di navigazione a beneficio di un crescente numero di cittadini. In questo modo, TIM conferma il proprio impegno per fornire alla città una infrastruttura ultra-moderna, con l’obiettivo di accelerare i processi di digitalizzazione sul territorio comunale. Le imprese possono inoltre accedere al mondo delle soluzioni professionali, sfruttandone al meglio le potenzialità grazie alla connessione in fibra ottica. Quest’ultima abilita anche applicazioni innovative come la telepresenza, la videosorveglianza, i servizi di cloud computing per le aziende e quelli per la realizzazione del modello di città intelligente per le amministrazioni locali, tra cui la sicurezza e il monitoraggio del territorio, l’info mobilità e le reti sensoriali per il telerilevamento ambientale