TIM, boom della piattaforma di crowdfunding sociale

WithYouWeDo, la piattaforma di crowdfunding sociale di TIM, ha raggiunto il traguardo di oltre 2,5 milioni di euro complessivi di donazioni raccolte, un risultato importante che ha contribuito alla diffusione dello strumento del crowdfunding in Italia. Avviata nell’aprile del 2015, WithYouWeDo sostiene idee ad alto contenuto tecnologico e sociale di singoli cittadini, imprese, enti ed associazioni, ed ospita le pagine dedicate al finanziamento di progetti di Fondazione Sodalitas e Fondazione TIM, raccogliendo per tutte queste iniziative fino ad oggi più di 1,3 milioni di euro.

Come si partecipa

Partecipare presentando la propria idea a WithYouWeDo è diventato ancora più semplice: la selezione dei progetti sarà infatti continua superando il concetto di “call”, la finestra temporale utilizzata in precedenza per raccogliere le proposte. Sono nove così i nuovi progetti presentati sulla piattaforma, che possono essere sostenuti per un tempo massimo di 120 giorni a partire dalla pubblicazione, con donazione tramite carta di credito. Ai progetti che riscuoteranno successo, TIM metterà a disposizione un finanziamento pari al 25% del loro obiettivo economico, fino ad un massimo di 10.000 euro. “Con WithYouWeDo, TIM si conferma leader nello sviluppo del sistema di crowdfunding sociale in Italia. – dichiara Marcella Logli, Direttore Corporate Shared Value di TIM e Direttore Generale di Fondazione TIM – Gli straordinari risultati ottenuti dimostrano come il digitale sia sempre di più nel nostro Paese un’importante leva di sostenibilità economica al servizio di chi promuove idee eccellenti, anche nell’ambito dell’impresa sociale. Rilanciamo e rinforziamo così il nostro impegno nella costruzione di un mondo migliore e più sostenibile, dove il merito viene premiato grazie all’innovazione tecnologica di TIM”.

La Regione Campania premiata per Agenda Digitale

La Regione Campania ha ottenuto un riconoscimento nell’ambito del Premio Agende Digitali regionali 2016 grazie a I.Ter, la piattaforma Cloud, Open Source e Open Data, riconosciuta tra i progetti più avanzati a livello nazionale. Il progetto I.Ter consente la completa digitalizzazione dei procedimenti amministrativi relativi al governo e al controllo del territorio. All’avanguardia a livello nazionale, ha un Sistema di Supporto alle Decisioni (DSS) che permette, attraverso un “cruscotto direzionale”, di percepire e rappresentare i fenomeni con grafici e cartografie, correlandoli tra loro e verificandone l’andamento: uno strumento al servizio di chi, a livello amministrativo e politico, è chiamato a definire strategie di governo e sviluppo del territorio. La piattaforma è stata realizzata da AlmavivA, in partnership con Trilogis e Planetek.

Un progetto strategico per una visione d’insieme

Il progetto consente inoltre di monitorare in una visione d’insieme il processo di raccolta dei rifiuti, di correlare le analisi epidemiologiche rilevate dalle Asl con i dati della rete idrica, fornendo alle autorità competenti informazioni sui fenomeni osservati. Inoltre, comunica con i Sistemi della Protezione civile per prevenire il dissesto idrogeologico o per attenzionare le aree a rischio sismico; raccoglie ed elabora elementi utili a diverse attività economiche, dall’ambito Turistico a quello manifatturiero fino al trasporto delle merci. I.Ter ha un Data Hub, come unico punto di accesso, di aggregazione ed elaborazione di tutte le banche dati degli Uffici ed Enti regionali, “georeferenziate” sulla nuova infrastruttura Cloud Regionale, che mette a disposizione in modalità Open Source e Open Data.

Una app e una piattaforma innovativa

La soluzione è accessibile in mobilità tramite App, anche con visualizzazione tridimensionale (3D) interattiva grazie a un’innovativa piattaforma tecnologica open source Geo-Platform, realizzata da ricercatori dell’IMAA-CNR. La piattaforma è sviluppata sul modello Software as a Service (SaaS) e consente a tutti gli utenti regionali di configurare in autonomia, on line e in funzione delle proprie esigenze, le ricerche basate su criteri di tipo geografico. Grazie alla sua componente “Social”, abilita un nuovo concetto di “Conferenza dei Servizi”, per la semplificazione delle attività tra amministrazioni diverse e il contenimento dei costi.

Cybersecurity, la Legge di Stabilità stanzia 150 milioni

La Legge di Stabilità prevede uno stanziamento di 150 milioni complessivi per la cybersecurity. Di questi, 135 saranno destinati “in parte ad attività di tipo convenzionale per il potenziamento degli interventi rivolti alla prevenzione e al contrasto delle minacce alla sicurezza informatica nazionale. La parte prioritaria, invece, verrà destinata ad attività di carattere informatico per la protezione dello spazio cibernetico del Paese, di diretta competenza appunto degli Organismi di informazione e sicurezza”.

Dis: “Attività coperte da riservatezza”

A dirlo è stato il sottosegretario del ministero dell’Interno Gianpiero Bocci. Il Viminale fa sapere che il Dipartimento informazioni per la sicurezza (Dis) ha chiarito che “le informazioni relative ad entrambi i tipi di interventi sono coperte da riservatezza”. Per lo stanziamento dei 135 milioni il 20 ottobre scorso con decreto del ministro dell’Economia e finanze si è provveduto ad effettuare le necessarie variazioni di bilancio.

Si rafforza il servizio di polizia postale

“Già la Stabilità 2016 – ha spiegato Bocci – ha previsto che un decimo dei 150 milioni stanziati fosse destinato al rafforzamento del servizio della polizia postale.” In proposito, il sottosegretario ha spiegato che “il 2 febbraio scorso è stato istituito presso il Dipartimento della pubblica sicurezza un apposito gruppo di lavoro con il compito di effettuare una ricognizione preliminare dello stato delle infrastrutture e di redigere uno studio di fattibilità per la sua revisione alla luce delle somme stanziate con la legge di Stabilità”.

Italia, crescono i livelli di digitalizzazione

In crescita lo sviluppo digitale in Italia. Sul fronte dell’offerta, grazie a un aumento del 12,7% della copertura, il 4G raggiunge ormai il 90% delle famiglie italiane. Cresce non solo la copertura di connessione veloce mobile: quella della rete fissa in banda ultralarga sale del 7,6%, nonostante ci sia ancora un ritardo rispetto al resto della Ue (-34%). In generale, l’Italia migliora sul fronte dell’offerta digitale ma è ancora distante dalla media europea sul lato della domanda. Sono questi i dati contenuti nel Rapporto annuale dell’Osservatorio sulle Reti e i servizi di nuova generazione (Ores), realizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com).

Siamo ancora in ritardo

L’I-Com ha elaborato il Broadband Index (IBI), un indice per misurare il grado di digitalizzazione nazionale. Dall’analisi emerge ancora un ritardo significativo dell’Italia rispetto alla media Ue. Tuttavia il nostro Paese ha fatto registrare una variazione del punteggio IBI, tra il 2014 e il 2015, pari al 6,5%, quasi il doppio rispetto al tasso medio di crescita della Ue (pari al 3,6%). Quindi, pur essendo ancora molto distante dal tasso di sviluppo digitale dei paesi nordici, l’Italia rientra a pieno titolo tra i cosiddetti paesi fast mover, ossia quelli che, pur partendo da condizioni di ritardo, possono sperare nel giro di 3-5 anni di chiudere il gap, qualora riusciranno a mantenere un livello di crescita significativamente superiore alla media degli altri Paesi.

Buone performance in Calabria e in Campania

I dati sul livello dell’infrastruttura fissa e mobile segnalano inaspettatamente il primato del Meridione. Prima tra le regioni del Sud è la Calabria, dove viene raggiunto oltre il 75% delle abitazioni (il 22% in più rispetto alla media nazionale che si attesta al 52,8%). Segue la Campania (74%), dove si distinguono le aree metropolitane di Napoli e Caserta, e Lazio (64%). La Valle d’Aosta è invece la regione con la minor copertura (solo il 21%), mentre Sardegna, Trentino Alto Adige, Umbria, Abruzzo e Molise registrano una copertura inferiore al 40%. Puglia e Calabria sono le regioni con la quota più ampia di comuni coperti: il 57,8% in Puglia e il 56,2% in Calabria. Per quanto riguarda la presenza dei principali operatori, il rapporto rileva che solo il 39% della popolazione è in grado di scegliere tra più offerte. Per quel che riguarda le città, Roma è tra i primi 5 capoluoghi di regione in termini di diffusione della rete fissa di ultima generazione.