Cloud, un mondo da scoprire

Nel 2016, il mercato del cloud computing in Italia ha fatto segnare numeri importanti: 1,7 miliardi di euro, con un aumento del 18% rispetto al 2015. Secondo l’Osservatorio Cloud & ICT as a Service, in Italia i settori più avanzati per quanto riguarda l’utilizzo del cloud sono il manifatturiero (23% della spesa totale) e bancario (21%), seguiti da Telco e Media (14%) e servizi (10%). I dati attestano una crescita consolidata. Tuttavia, le aziende italiane ricorrono al cloud, nella maggior parte dei casi, solo per alcune attività specifiche o per aree non core. Questo significa che le potenzialità e le grandi opportunità rappresentate dalla tecnologia cloud sono ancora parzialmente non sfruttate.
Cerchiamo di conoscere meglio questo strumento: a cosa serve e a chi, e quali sono i possibili sviluppi futuri.

Utilizziamo il cloud tutti i giorni

Ogni giorno utilizziamo massicciamente il cloud anche se, spesso, non lo sappiamo. Ad esempio, quando inviamo una mail attraverso un servizio di posta elettronica sul web, oppure quando usiamo i motori di ricerca, utilizziamo lo spazio disponibile nella memoria di server, che fisicamente si trovano nei luoghi più disparati. In questo modo, senza utilizzare la memoria del nostro pc ma attraverso un’imponente infrastruttura fisica esterna, possiamo disporre di questi servizi costantemente e in mobilità. Tuttavia, la “nuvola” digitale è molto di più. Aziende, centri di ricerca, università, società che si occupano di media e servizi hi-tech, invece di optare per una soluzione in house, puntano sempre di più su sistemi che ospitano siti, servizi e applicazioni sul cloud computing. Questo perché si tratta di un sistema facilmente aggiornabile, conveniente dal punto di vista economico, sicuro e accessibile. Anche i singoli utenti privati oggi ricorrono spesso al cloud per conservare nella “nuvola digitale”, in tutta sicurezza, file musicali, video, documenti, fotografie.
TIM propone un sistema integrato di soluzioni innovative per rendere il lavoro sempre più smart, tecnologico e innovativo.

Infrastrutture

Con Data Space di TIM i dati vengono archiviati sulla Nuvola, per lavorare in maniera flessibile, ovunque ci si trova. Nuvola IT Self Data Center serve per costruire in maniera autonoma il proprio data center virtuale, al quale si può accedere via web con qualsiasi device.

Piattaforme

TIM Open è la piattaforma dedicata agli sviluppatori e alle start-up. Basato su automazione, semplicità e scalabilità, TIM Open permette di concentrarsi sulla creazione di applicazioni business innovative, grazie agli strumenti disponibili sulla piattaforma.

Software

Nuvola IT Urban Security offre a Pubbliche Amministrazioni e aziende servizi per il monitoraggio e la sicurezza delle città e dei cittadini. Nuvola IT Comunicazione integrata propone servizi di fonia, video, messaggistica, collaboration. Infine, grazie a Nuvola IT IntoucHD, sarà possibile sedere virtualmente allo stesso tavolo con colleghi e collaboratori di altre città o nazioni, per work meeting e progetti da remoto.

Ict, l’Italia cresce ma lentamente

L’Italia dal 2015 ha ripreso a investire in Ict e continuerà a farlo nel prossimo triennio. Un dato incoraggiante, ma è solo l’inizio di un percorso, e le previsioni di crescita fino al 2018 ne sono una conferma. In realtà, nonostante i timidi, positivi segnali, è ancora lenta la crescita dell’innovazione digitale nel nostro Paese. Una lentezza che, pur in uno scenario in movimento, fa sì che non si inneschino quei processi competitivi e quella trasformazione del nostro sistema produttivo in grado di incidere sull’attuale situazione. Sono questi i principali elementi emersi dal rapporto “Il digitale in Italia nel 2016”, promosso da Assinform e Confindustria Digitale, in collaborazione con NetConsulting cube e gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.

 

Assinform: “Incremento c’è, ma la Pa resta ai margini”

 “I tassi di incremento a due cifre degli investimenti nelle tecnologie abilitanti, quali Cloud, Iot, piattaforme per la gestione web, Big Data, mobile business, sicurezza – ha sottolineato in sede di presentazione dello studio Agostino Santoni, presidente di Assinform – se contestualizzati nell’ambito dei servizi digitali, informatici e del software, che in volume rappresentano la parte più consistente del mercato, ma crescono a una cifra, evidenziano che è in atto un vivace e robusto fenomeno di infrastrutturazione innovativa, che tuttavia riguarda ancora una frazione troppo limitata del Paese. Soprattutto le piccole e medie imprese, che costituiscono il 99% del nostro tessuto produttivo e contribuiscono a più del 50% del Pil, così come gran parte della pubblica amministrazione, continuano a rimanere ai margini dell’evoluzione digitale“.

 

Imprese protagoniste

Lo studio rileva alcuni segnali che parlano di una inversione di tendenza sullo sviluppo del digitale in Italia. Nel 2015 il mercato digitale nel suo complesso era già cresciuto dell’1%, arrivando a 64.908 milioni di euro. All’incremento hanno concorso tutti i settori, eccetto i servizi di rete delle telecomunicazioni (-2,4%,) che hanno continuato a subire il calo delle tariffe deprimendo le dinamiche di quasi un terzo del mercato. Ma gli altri due terzi sono cresciuti: Servizi ICT a 10.368 milioni di euro (+ 1,5%); Software e Soluzioni ICT a 5.971 milioni di euro (+4,7%), Dispositivi e Sistemi a 16.987 milioni di euro (+0,6%), Contenuti Digitali e Digital Advertising a 8.973 milioni di euro (+8,6%).

In aumento la domanda di servizi di qualità

Si registrano quindi dei miglioramenti, tuttavia l’Italia soffre ancora il confronto con le performance di altri paese. Tuttavia, un altro fattore da considerare è la crescita della domanda di servizi di qualità e innovativi: Cloud +23,2%, Big Data +24,7%, piattaforme per il web +13,3%; mobile business +12,3%, sicurezza +4,4%. Fino al 2018, inoltre, le previsioni per il mercato complessivo ICT in Italia, lasciano intravedere una crescita dell’1,5% nel 2016, dell’1,7% nel 2017, e del 2,0% nel 2018. Le piccole imprese con +0,6% stimato nel 2016, risultano ancora poco coinvolte dalla trasformazione digitale. In parte, questo discorso riguarda anche la PA: nel 2016, confermata la ripresa della spesa a livello centrale (+1,6%) e nella Sanita’ (+3%), ma a livello locale fa segnare un -2,0%.

Smau Torino, TIM protagonista con le soluzioni cloud per le piccole e medie imprese

Si è concluso venerdì 1° luglio, presso Lingotto Fiere, Smau Torino, una delle più importanti rassegne nazionali sull’innovazione. Nell’ambito dell’iniziativa, TIM ha promosso attività e momenti di presentazione delle più innovative soluzioni cloud disponibili per le piccole e medie imprese attraverso il portale Nuvola Store, le nuove iniziative dedicate a software house e system integrator e le startup del programma di accelerazione d’impresa TIM #WCAP.

I servizi di Nuvola Store

Presso lo stand TIM Impresa Semplice (D06) sono stati presentati i servizi digitali di Nuvola Store, il cloud marketplace che permette alle piccole e medie imprese di scegliere, acquistare e gestire in modo semplice e immediato le più avanzate soluzioni ICT: suite di produttività, servizi di cloud storage, messaggistica, hosting, PEC, domini internet, soluzioni per la visibilità, promozione, creazione e la gestione del proprio sito web, anche in versione ottimizzata per l’accesso in mobilità, servizi per la sicurezza, oltre ad una soluzione di fatturazione elettronica. In particolare, spazio ai  seguenti servizi innovativi: Mail Power, il servizio che abilita la gestione in tempo reale di newsletter promozionali e informative verso i clienti tramite email, SMS e social network. Grazie all’intuitivo editor integrato (Drag&Drop) permette di creare in pochi click il proprio messaggio, ottimizzato per tutti i dispositivi mobili, e distribuirlo a tutti i destinatari che si desidera raggiungere. Il sistema avanzato di statistiche di Mail Power consente di valutare, in tempo reale, il successo di ogni campagna e, grazie ai report aggregati o per utente, segnala l’interesse dei destinatari e la rilevanza dei contenuti; Vetrina Power, la piattaforma che permette di valorizzare la propria presenza sui canali web e social, fidelizzando la clientela e instaurando relazioni privilegiate con nuovi potenziali clienti. 

Le opportunità di Vetrina Power e gli altri strumenti per le PMI

Vetrina Power rende disponibili applicazioni che interagiscono, si aggiornano e vengono gestite grazie al Web Media Center, un unico pannello di controllo che consente di integrare l’insieme di servizi dedicati alla Visibilità, alla Comunicazione e al Marketing; Contatti Power, la soluzione di Digital Mobile Marketing per la gestione in tempo reale di campagne promozionali e informative per comunicare con i clienti via SMS, email e social network. Grazie alla console di gestione, permette di creare e distribuire sondaggi e contenuti digitali su tutti i dispositivi dei propri clienti, compresi gli smartphone, e di monitorare costantemente i risultati delle campagne grazie ad un efficace e semplice sistema di statistiche; Data Space Easy, il servizio per le piccole e grandi aziende che hanno necessità di archiviare, condividere e salvare in modo sicuro, facile ed affidabile, file e applicazioni. In base alle esigenze professionali, è possibile utilizzare il servizio in modalità personale o condivisa (gruppo di lavoro) per favorire la collaborazione e la produttività del team; TIM Wi-Fi Power, la soluzione che permette agli esercizi commerciali di offrire ai propri clienti un accesso semplice e gratuito alla rete Wi-Fi. Oltre alla rapida personalizzazione della pagina di benvenuto, anche dall’app dello smartphone, il servizio consente di tenere aggiornati i clienti registrati su eventi e iniziative e monitorare la “pedonabilità” del locale; inoltre può essere utilizzato in maniera integrata con Contatti Power per effettuare campagne promozionali via SMS personalizzate. Inoltre TIM presenta la Piattaforma Rivenditori, un programma rivolto alle aziende e ai professionisti che vogliano commercializzare le soluzioni di nuvolastore.it, aumentando il numero dei prodotti e servizi offerti ed ampliando il portafoglio clienti senza doversi occupare della gestione e manutenzione delle infrastrutture tecniche, concentrandosi esclusivamente sul proprio business. 

Tecnologia e digitalizzazione per lo sviluppo competitivo

TIM offre ai partner che decidono di aderire al programma condizioni economiche riservate, una vasta gamma di prodotti e servizi di alta qualità per arricchire il proprio catalogo, contatti commerciali esclusivi, assistenza dedicata e uno strumento di business automation personalizzabile: il Pannello Rivenditori, basato su una piattaforma leader di mercato. Attraverso il Pannello Rivenditori, il partner potrà commercializzare i servizi cloud di TIM aggiungendo i propri servizi professionali e associandoli direttamente ai clienti, gestire i DNS dei domini e l’intera relazione con il cliente finale, incluso billing, sconti e promozioni affidando a nuvolastore.it la gestione dei servizi e la loro definizione. 

Le startup del programma TIM #WCAP

TIM #WCAP – l’acceleratore d’impresa di TIM – partecipa a SMAU Torino presentando tre startup che si sono distinte nel programma di accelerazione 2015: Donkey Commerce, Predix.it e Xensify. Donkey Commerce è uno strumento che facilita lo sviluppo, l’apertura e l’abilitazione di un e-commerce. Permette inoltre alle PMI di internazionalizzare il proprio store attraverso la condivisione dei prodotti con altri venditori stranieri e offre servizi e spedizioni a prezzi convenzionati. Predix.it consente ai siti e agli e-commerce di analizzare il comportamento degli utenti anonimi e registrati, con l’obiettivo di incrementare il click-to-rate, ottimizzare il coinvolgimento e la profondità di navigazione e massimizzare le vendite. Xensify è una soluzione rivolta ad aziende retail con punti vendita fisici che vogliono incentivare l’esperienza d’acquisto, migliorandola e rendendola sempre più personalizzata. Si basa su una piattaforma connessa alle app del brand che monetizza le interazioni con i clienti tramite iniziative di up/cross-selling, cash-back e fidelity. TIM #WCAP Accelerator è presente a Milano, Bologna, Roma e Catania, con oltre 4.000 mq di spazio dedicati all’innovazione. 

Cloud, nel 2016 in Italia vale quasi 2 miliardi di euro

In Italia il comparto dei servizi legati al cloud computing è in continua espansione. Per il 2016, si stima un incremento del 18% per un valore di circa 1,77 miliardi di euro. A trainare questa crescita è il public cloud, stimato in crescita del 27% e proiettato verso la vetta dei 587 milioni di euro. Crescono anche gli investimenti dedicati alla Cloud Enabling Infrastructure, destinati ad aggiornare il patrimonio infrastrutturale e applicativo già esistente in azienda per l’adozione del cloud, che arriveranno a valere complessivamente 1,185 miliardi di euro.

 

Public cloud e settore manifatturiero protagonisti

I dati sono stati elaborati e diffusi dall’Osservatorio Cloud & ICT as a Service, giunto alla sesta edizione e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano. Secondo l’analisi, il cloud appare in crescita inarrestabile fino a segnare un vero e proprio trend globale, nell’ambito del quale i dati italiani appaiono perfettamente in linea, in particolare per quanto concerne il public cloud, trainato dal settore manifatturiero (23% del mercato). Seguono il settore bancario (21%), telco e media (14%), servizi (10%) e, infine, il settore GDO e retail (9%).

 

Pmi e grandi imprese

Analizzando la spesa tra PMI e grandi imprese, sono queste ultime a giocare un ruolo da protagoniste negli investimenti che, per il 2016, si attestano poco al di sopra del 90%. Il tasso di crescita della spesa delle grandi imprese è previsto essere del 28%, mentre per le PMI è di poco sotto al 20%. Nella diffusione dei servizi public cloud gioca un ruolo fondamentale la dimensione dell’impresa: se poco più del 20% delle organizzazioni tra 10 e 49 addetti utilizza il cloud, la percentuale raggiunge quasi il 30% nelle organizzazioni tra 50 e 249 addetti.

 

L’opportunità del cloud per lo sviluppo imprenditoriale

Il cloud rappresenta un ambiente molto più sicuro dei data center aziendali, grazie allo sviluppo e all’evoluzione delle tecnologie. Le imprese che hanno puntato su questa possibilità, con l’obiettivo di coglierne tutte le potenzialità, hanno potuto concretamente verificare che per molte funzioni aziendali, dalle risorse umane al marketing, il cloud è una scelta vincente.

Banda ultralarga, TIM lancia a Catania la connessione più veloce d’Italia

TIM accelera con la banda ultralarga fino a 1.000 Mega e lancia a Catania la connessione superveloce grazie alla nuova rete FTTH (Fiber To The Home). A partire dal primo giugno, infatti, i clienti TIM che hanno già attiva un’offerta fibra su questo tipo di infrastruttura, o coloro che sceglieranno di attivarla, potranno sperimentare senza costi aggiuntivi l’ultra-internet fino a 1.000 Megabit al secondo in download e 100 Megabit in upload. I collegamenti sono già disponibili in 7.500 unità immobiliari della città, che diventeranno circa 25mila entro il prossimo giugno e oltre 91mila a completamento del piano, previsto per fine 2018.

La più alta velocità di connessione in Italia

Si tratta – si legge in un comunicato dell’azienda – della più alta velocità di connessione su un collegamento in fibra mai raggiunta in Italia a livello residenziale, che viene resa disponibile alla clientela TIM grazie ad una sperimentazione “live” della durata di 6 mesi. Chi aderirà all’iniziativa, riservata a 3.000 clienti, riceverà un modem di nuova generazione per consentire l’erogazione del servizio 1.000 Mega. Il progetto “fibra 1.000 Mega”, che ha già toccato Perugia e Milano, ha l’obiettivo di mettere a disposizione delle principali città italiane le più avanzate soluzioni di rete per la banda ultralarga in grado di far accedere cittadini e imprese a servizi sempre più performanti, confermando così l’impegno di TIM per l’innovazione tecnologica. Catania fa parte del piano nazionale di TIM per il cablaggio in tecnologia FTTH che prevede di raggiungere oltre 3,5 milioni di abitazioni entro il 2018. L’iniziativa ha l’obiettivo realizzare una rete a banda ultralarga ancora più performante di quella che già oggi è a disposizione di cittadini e imprese, confermando così l’impegno di TIM per proiettare Catania nell’élite delle città italiane grazie a infrastrutture digitali ultra-moderne.

Per gli utenti video in 4K

Il nuovo programma di sviluppo della rete a banda ultralarga, grazie al quale la fibra raggiunge direttamente le abitazioni e gli uffici, fa seguito a quello già realizzato da TIM in tecnologia FTTCab e che già rende disponibili collegamenti fino a 100 megabit per oltre 117mila unità immobiliari, pari ad oltre il 93% della popolazione. Questo consentirà di offrire una ancora più elevata qualità nella fruizione di contenuti video in HD e 4K e una migliore esperienza di navigazione a beneficio di un crescente numero di cittadini. “Catania fa parte di un percorso di eccellenza che vede TIM protagonista su tutto il territorio nazionale con il progetto 1.000 Mega – ha dichiarato Roberto Opilio, Direttore Technology di TIM – Grazie alla rete FTTH che stiamo realizzando in città, oggi siamo in grado di far provare ai catanesi questa nuova tecnologia per mettere a disposizione dei cittadini e delle imprese un’inedita esperienza di navigazione-. Questo nuovo primato tecnologico di TIM è conseguenza dei forti investimenti dedicati alla banda ultralarga, pari a oltre 4,5 miliardi di euro nel triennio 2016-2018, e dimostra che il nostro impegno per dare impulso ai processi di digitalizzazione del Paese è concreto“. Con la fibra è possibile accedere a contenuti video di particolare pregio anche 4K. La connessione ad alta velocità consente inoltre di fruire di contenuti multimediali contemporaneamente su smartphone, tablet e smart TV.

Per le imprese un sistema integrato di servizi

Le imprese possono inoltre accedere al mondo delle soluzioni professionali, sfruttandone al meglio le potenzialità grazie alla connessione in fibra ottica. Quest’ultima abilita anche applicazioni innovative come la telepresenza, la videosorveglianza, i servizi di cloud computing per le aziende e quelli per la realizzazione del modello di città intelligente per le amministrazioni locali, tra cui la sicurezza e il monitoraggio del territorio, l’info mobilità e le reti sensoriali per il telerilevamento ambientale. Con la realizzazione di infrastrutture ultrabroadband sempre più evolute, TIM conferma il suo impegno nell’innovazione sul territorio e nella diffusione dei servizi digitali, contribuendo in questo modo alla crescita sostenibile dell’economia locale e al miglioramento della qualità della vita dei cittadini

Tecnologia, le parole che gli Italiani fingono di conoscere

Cloud? Emoji? Internet of things? Secondo la ricerca “Samsung Tech Habits”, realizzata nel 2016 dalla multinazionale coreana, gli Italiani, pur utilizzando questi termini, non ne conoscono realmente il significato, nonostante si utilizzi più tecnologia rispetto al passato. Il 59% degli italiani, infatti, dichiara di utilizzare più tecnologia rispetto a due anni fa (al di sopra della media europea, che si attesta intorno al 52%) e il 14% afferma di non riuscire ormai a vivere senza connessione e tecnologia. Tuttavia, questo si traduce nella maggior parte dei casi in una sorta di “dipendenza” dal proprio smartphone o tablet.

Conoscenze digitali, le differenze tra Italia ed Europa

In base ai dati diffusi dalla Samsung, il 40% degli Italiani è estremamente curioso e interessato alle funzionalità proposte dagli smartphone più tecnologici, spesso però si ferma al primo impatto senza sfruttare pienamente applicativi e tecnologie.  Le parole, invece, restano sconosciute ai più: l’88% degli Italiani ha dichiarato infatti di fingere di conoscere termini legati alla tecnologia, senza invece avere idea del loro significato. Tuttavia, scorrendo i risultati dell’indagine realizzata dal colosso coreano viene da chiedersi se per gli Italiani non si ponga un problema concreto di analfabetismo digitale, che non permette loro di sfruttare pienamente le potenzialità delle nuove tecnologie. Circa un terzo degli Italiani, pari al 32%, ha dichiarato che una terminologia poco chiara impedisce di comprendere e utilizzare tutte le funzionalità di un dispositivo (in Europa la percentuale scende al 23%); il 36% dice di possedere almeno un device più avanzato rispetto alle proprie capacità di utilizzo (la percentuale sale invece al 43% a livello europeo), mentre il 7% (l’11% in Europa) avverte di essere in ritardo rispetto alle novità tecnologiche.

I 5 termini meno riconoscibili per gli Italiani

Quali sono le parole che suonano più incomprensibili agli Italiani quando si tratta di tecnologia? Sostanzialmente cinque: cloud, emoji, internet of things, fibra ottica, android. La ricerca “Samsung Tech Habits” ha messo in luce alcune differenze significative tra Italiani ed Europei. Se anche in Europa il termine cloud si conferma come il più “oscuro” nell’ambito tecnologico, dalla seconda posizione in poi emergono alcune distinzioni. In Europa è streaming a risultare poco chiaro, mentre in Italia al secondo posto si piazza emoji. Questo si spiega con la tendenza che vede sempre più Italiani utilizzare servizi di streaming online e contenuti digitali a pagamento. Per quanto riguarda il termine emoji, invece, gli Italiani non associano questa parola di origine giapponese alle “faccine” usate ogni giorno per esprimere le proprie emozioni via chat.

Internet delle cose, questo sconosciuto

Sempre più oggetti nella nostra vita sono interconnessi e ormai parte integrante delle nostre abitudini: dalle app per mettere in moto gli elettrodomestici, alla domotica, fino all’automobile collegata allo smartphone. È l’epoca del cosiddetto “internet delle cose”, eppure la maggior parte degli Italiani ancora non collega questa espressione all’epoca che stiamo vivendo e all’utilizzo che ne facciamo tutti i giorni.

Ue, open cloud per favorire lo sviluppo della ricerca e delle imprese

Un cloud aperto per contribuire al progresso della ricerca scientifica. È quanto la Commissione europea ha in progetto di realizzare, per promuovere l’utilizzo virtuoso degli open data. Secondo i dati diffusi dalla stessa Commissione, l’Europa è il maggior produttore di dati scientifici al mondo, tuttavia non è dotata delle infrastrutture necessarie ad un’adeguata condivisione. Una carenza a cui l’Ue risponde con un progetto che guarda a quasi due milioni di ricercatori e a settanta milioni di professionisti che operano in ambito tecnologico e scientifico.

Autostrade digitali per far viaggiare gli open data

Il programma Ue è incentrato sullo sviluppo di un ecosistema virtuale per archiviare, condividere e riutilizzare i dati, senza più barriere tra discipline e paesi. Per realizzare la piattaforma progettuale l’investimento sarà pari a 6,7 miliardi di euro. Reti a banda larga, strutture di archiviazione e capacità di calcolo con ambienti di high performance computing saranno i capisaldi su cui poggerà il sistema di cloud. Ad accedere ai contenuti e ad animare la community saranno, in fase di start up del progetto, i ricercatori e i loro partner internazionali. In un secondo momento, l’infrastruttura sarà accessibile anche da chi lavora nel settore pubblico e nel mondo produttivo.

Quali sono i vantaggi di un open data made in Europe?

Grazie a questo progetto, le imprese e le pubbliche amministrazioni potranno avere accesso a una quantità enorme di dati scientifici. Saranno in particolare le imprese di piccole e medie dimensioni, che hanno difficoltà ad accedere ai risultati del mondo della ricerca, a beneficiare di questa opportunità. L’obiettivo è quello di favorire nuove reti virtuose nelle tecnologie in Europa. Per quanto concerne la PA, invece, enti e istituzioni vedranno ridursi significativamente i costi dei servizi, potendo ottenere nuove risorse in ambito informatico e rendendo disponibili dati e servizi. La prima tappa del progetto vedrà la creazione di un cloud europeo per la scienza. Il prossimo anno, invece, tutti i dati scientifici generati dai progetti di ricerca Orizzonte 2020 saranno “aperti” per definizione, ossia automaticamente accessibili a tutti e quindi utilizzabili dalla comunità scientifica. Il lancio di un0infrastruttura comunitaria su larga scala è previsto entro il 2020.

Startup, c’è tempo fino al 30 maggio per iscriversi a TIM #Wcap 2016

Più di 5,5 milioni di euro assegnati alle startup, più di 8.000 progetti raccolti, 4.000 mq dedicati all’innovazione negli acceleratori territoriali di Milano, Bologna, Roma e Catania, 260 startup supportate dal 2009 con un tasso di sopravvivenza del 90%. Sono solo alcuni dei numeri di TIM #Wcap, l’acceleratore corporate promosso da TIM, e certificato dal MISE, per far emergere e consolidare nuove imprese innovative. C’è tempo fino al 30 maggio per partecipare a TIM #Wcap 2016. Quaranta startup saranno selezionate e lanciate sul mercato, attraverso i 4 acceleratori sul territorio. Al programma si accede attraverso la Call for Startups: i progetti selezionati avranno la possibilità di prendere parte al Digital Innovation Year che prevede l’assegnazione di 32 grant da 40.000 euro. Le 10 startup con il migliore potenziale, in grado di fare la differenza durante il programma di accelerazione, entreranno a far parte del Best in Class Program, grazie al quale riceveranno un ulteriore grant di 10.000 euro – quindi beneficeranno di un grant di 50.000 euro in totale – e un mese di accelerazione aggiuntivo.

Digital Innovation Year, un efficace programma di accelerazione

Il Digital Innovation Year consiste in 3 mesi di accelerazione in uno dei 4 acceleratori territoriali e 9 mesi di mentorship e coworking. Le startup verranno guidate da tutor e mentor qualificati, in un percorso orientato alla crescita dell’idea imprenditoriale, attraverso momenti formativi e pratici. Concluso il programma di accelerazione, le startup potranno continuare a lavorare al loro progetto all’interno degli acceleratori, in un ambiente di prototipazione e sperimentazione open&free e in sinergia con i TIM Joint Open Labs, i laboratori TIM in collaborazione con le principali università italiane. Le startup selezionate avranno inoltre a disposizione un Trial Corner che offrirà apparati, servizi e cloud, per testare rapidamente le soluzioni proposte dagli aspiranti imprenditori, su device e configurazioni diverse.

Albo veloce e Basket innovazione, da startup a fornitori di TIM

Un altro aspetto vantaggioso per gli startupper che prenderanno parte al programma è quello di poter entrare subito nell’ Albo Veloce che certifica le imprese nell’ ottica di ammetterle tra i fornitori TIM. Già nella fase di accelerazione, le startup avranno riscontri da parte delle Business Unit di TIM che, grazie al Basket Innovazione – budget dedicato a cui tutte le Business Unit di TIM possono attingere – sono incentivate all’ acquisto delle loro soluzioni. In altri termini, si accede al programma come startup e, durante il percorso di accelerazione, si “rischia” di diventare fornitori di una delle più grandi aziende italiane. Al termine dei tre mesi, il percorso si conclude con il Demo Day, che consiste nella presentazione dei prodotti e dei progetti a influencer e potenziali investitori, durante la pitch session. L’edizione 2016 del TIM #Wcap è aperta anche a startup che non parteciperanno alla Call: 8 progetti d’impresa, infatti, verranno selezionati, in aggiunta ai 32 che accederanno al Digital Innovation Year. A questi progetti saranno assegnati un grant di 40.000 euro e fino a 40 ore di mentorship. Per maggiori informazioni è online il sito web del programma.