Mercato Digitale in Italia: Rapporto Assinform 2017

Quali sono le previsioni per il mercato digitale in Italia nel 2017? Una risposta proviene dal Rapporto Assinform del 2017. La previsione per quest’anno si attesta sul +2,3%.

Il processo di digitalizzazione prosegue con importanti progressi, considerato il contesto di crisi e incertezza che caratterizza l’economia degli ultimi anni.

Il giro d’affari per il 2016 è comunque di oltre 66 milioni di euro e in tutti i casi l’Italia si dimostra sempre più orientata a maggiori investimenti nel campo dell’innovazione digitale.

La competitività impone questa direzione per sopravvivere alla crisi e posizionarsi sul mercato con un livello tecnologico adeguato alla crescita. Si tratta di ammodernare i processi produttivi e adattarli alle esigenze dell’industria 4.0.

Se analizziamo nel dettaglio i dati della crescita nel Rapporto Assinform 2017, rileviamo che alcune tecnologie crescono più di altre e sono quelle che costituiscono l’avanguardia digitale degli ultimi anni.

Il Cloud cresce del 23%, l’Internet of things aumenta del 14,3% mentre il Business per dispositivi mobili si attesta a un più 13,1%. Tutti i servizi legati alla sicurezza crescono dell’11,1%.

A margine di questi dati possiamo aggiungere che la crescita e l’investimento in innovazione tecnologica digitale sono certamente fattori essenziali per le imprese di tutti i settori, anche se ciò risulta più rilevante per le startup, che per vocazione mettono al centro dei loro processi produttivi proprio le tecnologie ICT.

L’investimento nell’innovazione dei processi aziendali va quindi valutato settore per settore e azienda per azienda. Le innovazioni tecnologiche restano tuttavia un orizzonte di centrale importanza per le aziende che non vogliono essere tagliate fuori da trasformazioni tecnologiche, che investono le imprese di tutte le dimensioni e di tutti i settori.

SEMATEC è un’azienda di Servizi di Consulenza & Ingegneria in materia di Telecomunicazioni e ICT. Siamo specializzati nella commercializzazione, progettazione, installazione e messa in esercizio di soluzioni tecnologiche IT ad alto valore, che puntano a innovare i processi aziendali. Per saperne di più contattaci al +39 0823 469379 o scrivi a info@sematec.it

World Economic Forum, il digitale trainerà gli altri settori

L’industria delle telecomunicazioni sarà il trampolino di lancio per lo sviluppo, su scala mondiale, di tantissimi altri settori in ambito manifatturiero. La trasformazione digitale, lo sviluppo delle nuove tecnologie, tutto questo è solo il primo passo verso un cambiamento che coinvolgerà molti altri settori. A fornire questa prospettiva è l’indagine realizzata da Accenture e dal World Economic Forum (WEF), nell’ambito del loro progetto Digital Trasformation Initative (DTI), progetto che ha come obiettivo lo studio delle opportunità e dello stato di digitalizzazione del business e delle società.

I 4 pilastri dello studio

Oltre al calcolo delle opportunità, questo ha come obiettivo l’individuazione delle problematiche del settore. La velocità con cui si muove il contesto digitale, obbliga le imprese ad accelerare la loro capacità di adeguarsi modificando e svecchiando le loro infrastrutture e politiche industriali per non perdere opportunità importanti. Per Accenture ci sono quattro aspetti fondamentali che le imprese di telecomunicazioni non possono non seguire lungo questo percorso. In primis lo sviluppo delle reti; poi la creazione di nuovi modelli di business connessi al digitale; la ridefinizione della customer experience, offrendo a questo esperienze digitali sempre più personalizzate; infine la massimizzazione delle potenzialità offerte dalle più nuove tecnologie.   

Un giro d’affari dalle enormi potenzialità

Si calcola che nel decennio 2016-2025 il settore delle telecomunicazioni sarebbe in grado di generare, a livello mondiale, ricavi per oltre 1200 miliardi di dollari, con un beneficio di oltre 800 miliardi di dollari per i consumatori. Non bastassero questi numeri, lo studio ha calcolato che potrebbero essere oltre 10 trilioni di dollari i vantaggi in ambito tecnologico per le cinque grandi imprese di questo mercato: retail, automotive, utilities, logistica e media entertainment, con 20 milioni di posti di lavoro entro il 2020.

SEMATEC è un’azienda di Servizi di Consulenza & Ingegneria in materia di Telecomunicazioni e ICT. Siamo specializzati nella commercializzazione, progettazione, installazione e messa in esercizio di soluzioni tecnologiche IT ad alto valore, puntando ad innovare i processi aziendali. Contattaci al +39 0823 469379 o scrivi a info@sematec.it.

Cloud, un mondo da scoprire

Nel 2016, il mercato del cloud computing in Italia ha fatto segnare numeri importanti: 1,7 miliardi di euro, con un aumento del 18% rispetto al 2015. Secondo l’Osservatorio Cloud & ICT as a Service, in Italia i settori più avanzati per quanto riguarda l’utilizzo del cloud sono il manifatturiero (23% della spesa totale) e bancario (21%), seguiti da Telco e Media (14%) e servizi (10%). I dati attestano una crescita consolidata. Tuttavia, le aziende italiane ricorrono al cloud, nella maggior parte dei casi, solo per alcune attività specifiche o per aree non core. Questo significa che le potenzialità e le grandi opportunità rappresentate dalla tecnologia cloud sono ancora parzialmente non sfruttate.
Cerchiamo di conoscere meglio questo strumento: a cosa serve e a chi, e quali sono i possibili sviluppi futuri.

Utilizziamo il cloud tutti i giorni

Ogni giorno utilizziamo massicciamente il cloud anche se, spesso, non lo sappiamo. Ad esempio, quando inviamo una mail attraverso un servizio di posta elettronica sul web, oppure quando usiamo i motori di ricerca, utilizziamo lo spazio disponibile nella memoria di server, che fisicamente si trovano nei luoghi più disparati. In questo modo, senza utilizzare la memoria del nostro pc ma attraverso un’imponente infrastruttura fisica esterna, possiamo disporre di questi servizi costantemente e in mobilità. Tuttavia, la “nuvola” digitale è molto di più. Aziende, centri di ricerca, università, società che si occupano di media e servizi hi-tech, invece di optare per una soluzione in house, puntano sempre di più su sistemi che ospitano siti, servizi e applicazioni sul cloud computing. Questo perché si tratta di un sistema facilmente aggiornabile, conveniente dal punto di vista economico, sicuro e accessibile. Anche i singoli utenti privati oggi ricorrono spesso al cloud per conservare nella “nuvola digitale”, in tutta sicurezza, file musicali, video, documenti, fotografie.
TIM propone un sistema integrato di soluzioni innovative per rendere il lavoro sempre più smart, tecnologico e innovativo.

Infrastrutture

Con Data Space di TIM i dati vengono archiviati sulla Nuvola, per lavorare in maniera flessibile, ovunque ci si trova. Nuvola IT Self Data Center serve per costruire in maniera autonoma il proprio data center virtuale, al quale si può accedere via web con qualsiasi device.

Piattaforme

TIM Open è la piattaforma dedicata agli sviluppatori e alle start-up. Basato su automazione, semplicità e scalabilità, TIM Open permette di concentrarsi sulla creazione di applicazioni business innovative, grazie agli strumenti disponibili sulla piattaforma.

Software

Nuvola IT Urban Security offre a Pubbliche Amministrazioni e aziende servizi per il monitoraggio e la sicurezza delle città e dei cittadini. Nuvola IT Comunicazione integrata propone servizi di fonia, video, messaggistica, collaboration. Infine, grazie a Nuvola IT IntoucHD, sarà possibile sedere virtualmente allo stesso tavolo con colleghi e collaboratori di altre città o nazioni, per work meeting e progetti da remoto.

TIM, boom della piattaforma di crowdfunding sociale

WithYouWeDo, la piattaforma di crowdfunding sociale di TIM, ha raggiunto il traguardo di oltre 2,5 milioni di euro complessivi di donazioni raccolte, un risultato importante che ha contribuito alla diffusione dello strumento del crowdfunding in Italia. Avviata nell’aprile del 2015, WithYouWeDo sostiene idee ad alto contenuto tecnologico e sociale di singoli cittadini, imprese, enti ed associazioni, ed ospita le pagine dedicate al finanziamento di progetti di Fondazione Sodalitas e Fondazione TIM, raccogliendo per tutte queste iniziative fino ad oggi più di 1,3 milioni di euro.

Come si partecipa

Partecipare presentando la propria idea a WithYouWeDo è diventato ancora più semplice: la selezione dei progetti sarà infatti continua superando il concetto di “call”, la finestra temporale utilizzata in precedenza per raccogliere le proposte. Sono nove così i nuovi progetti presentati sulla piattaforma, che possono essere sostenuti per un tempo massimo di 120 giorni a partire dalla pubblicazione, con donazione tramite carta di credito. Ai progetti che riscuoteranno successo, TIM metterà a disposizione un finanziamento pari al 25% del loro obiettivo economico, fino ad un massimo di 10.000 euro. “Con WithYouWeDo, TIM si conferma leader nello sviluppo del sistema di crowdfunding sociale in Italia. – dichiara Marcella Logli, Direttore Corporate Shared Value di TIM e Direttore Generale di Fondazione TIM – Gli straordinari risultati ottenuti dimostrano come il digitale sia sempre di più nel nostro Paese un’importante leva di sostenibilità economica al servizio di chi promuove idee eccellenti, anche nell’ambito dell’impresa sociale. Rilanciamo e rinforziamo così il nostro impegno nella costruzione di un mondo migliore e più sostenibile, dove il merito viene premiato grazie all’innovazione tecnologica di TIM”.

Ict e digitale, gli studi professionali italiani diventano più competitivi

In base ad una ricerca condotta dall’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, raccogliendo l’esperienza di due anni di indagine su studi di avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e studi multidisciplinari italiani, emerge un quadro incoraggiante, all’interno del quale, tra le circa 150mila professioni giuridiche d’impresa italiane cresce la consapevolezza che l’Ict è un prezioso alleato dello studio professionale. Su un panel di 134 studi che hanno risposto alla survey dell’Osservatorio, sia tre anni fa che nel 2015, risulta che solamente l’1% di coloro che avevano dichiarato che non avrebbero investito in Ict nei due anni successivi ha poi effettivamente mancato l’appuntamento.

Più investimenti nell’Ict e più redditività

È accaduto così che, nel corso del 2015, la spesa in Ict complessiva degli studi professionali ha superato il miliardo e 100mila euro, pari a poco meno di 9mila euro per singolo studio, rispetto ai 6.300 euro preventivati lo scorso anno, di cui, però, il 53% risulta ancora destinato alle attività di gestione dell’esistente. Le tecnologie più presenti negli studi sono quelle abilitanti l’esercizio professionale, come la firma digitale, le banche dati e la gestione dei flussi telematici. Tuttavia, gli investimenti futuri riguarderanno principalmente software per la gestione elettronica documentale e la conservazione digitale a norma dei documenti dello studio (entrambe a quota 39%), nonché portali per la condivisione documentale e di attività con i clienti (34%) e siti Internet (33%). Una buona notizia, se si considera che, nel prossimo biennio è attesa una spesa di circa 1,2 miliardi di euro annui, con un’ulteriore crescita dell’8%, mentre l’universo di riferimento si conferma, per il 54%, costituito da studi di micro e piccola dimensione, con un portafoglio di clienti non superiore ai 50 nominativi e un fatturato al massimo di 100mila euro.

La tecnologia aiuta anche nell’evoluzione dei modelli organizzativi

L’altra buona notizia è che, secondo gli ultimi risultati emersi, il cambiamento ha coinvolto circa il 30% degli studi professionali nell’uso più intensivo delle tecnologie informatiche, sempre più frequente anche nel modello di business, oltre che in quello organizzativo. Da qui l’evidenza di una chiara relazione tra la redditività e l’adozione di nuove tecnologie, considerato che i professionisti con crescita in doppia cifra sono quelli che utilizzano maggiormente gli strumenti più evoluti. Tra questi, secondo le esperienze raccolte in due anni di Ricerca dell’Osservatorio selezionando 145 studi che hanno avviato o concluso progetti di miglioramento digital based in più di un’area organizzativa, emergono, per il 74%, strumenti per dematerializzazione documentale, archiviazione digitale, lavoro in mobilità e firma grafometrica dei clienti per i dichiarativi. Un altro 72% riguarda, poi, portali per la condivisione di documenti e attività che impattano sulla relazione con i clienti, mentre un ulteriore 55% è da afferire a soluzioni per acquisizione dati da altri soggetti per la pianificazione finanziaria, app per fornire un calendario delle scadenze dei pagamenti, formazione a distanza. Stando a quanto riferito dall’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale, cresce, inoltre, propensione all’uso del cloud computing, prevalentemente per la Pec (79%) e per la posta elettronica del proprio studio (66%), mentre del 66% che non usa il cloud per l’hardware, il 37% si dice interessato a valutarlo già a partire dal prossimo anno.

Cresce la richiesta di aggiornare la formazione

Evidenziando il desiderio di interagire meglio con il mercato e di aumentare alcune abilità nell’ambito della comunicazione a crescere, è anche la domanda di formazione dei professionisti per sviluppare le abilità nell’uso dell’Ict (33%) e la comunicazione per promuovere meglio lo studio. Nello specifico, gli avvocati privilegiano lo sviluppo di competenze su contenuti giuridici legati all’Ict (27%), i commercialisti, i consulenti del lavoro e gli studi multidisciplinari la capacità di analisi organizzativa per le aziende clienti.