Un milione di utenti si connette alla banda larga da postazione fissa

L’ultimo rapporto Agcom (Autorità garante delle telecomunicazioni), dati aggiornati a dicembre 2016, mostra un aumento di utenti, fatturati e velocità dei servizi del cosiddetto fisso wireless, quindi per navigare da casa, per l’accesso internet a banda ultra larga. Il settore è trainato da operatori alternativi ai grandi nomi del mercato. Gli utenti sono circa un milione. Il principale operatore è Linkem, seguito da Eolo e da Tiscali, entrato in questo mercato dopo la fusione con Aria.

Come funziona

Insieme alla fibra ottica, la banda ultra larga è la soluzione più diffusa ed evoluta per la connessione da casa. Questo tipo di tecnologia è chiamata fixed wireless perché, nonostante funzioni su onde radio e antenne, funziona come le normali connessioni casalinghe: il segnale, ricevuto attraverso un modem wi-fi, consente di navigare in casa con tutti i dispositivi disponibili. Presto potrebbero arrivare sul mercato i primi device che consentiranno di navigare anche fuori casa con lo stesso abbonamento, ma sempre da postazione fissa e non in movimento.

I problemi: la copertura e l’assegnazione delle frequenze

Se i grandi nomi come Linkem, Eolo e Tiscali coprono rispettivamente il 65%, il 99% (solo nel Nord Italia) e il 50% del territorio, in media la copertura di questi servizi è del 60/70% della popolazione rispetto a oltre il 90% degli operatori Adsl.
La situazione potrebbe migliorare quando il Governo assegnerà le frequenze 3,6 – 3,8 MHz, il cui bando è in una fase di stallo. Uno dei problemi è che queste stesse frequenze sono diventate fondamentali anche per lo sviluppo della rete 5G e quindi anche di tutti gli altri operatori, fattore che rende complicato la realizzazione dell’assegnazione.

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Salerno, arriva la banda ultralarga di TIM

TIM rilancia con la banda ultralarga a Salerno e avvia, con il patrocinio del Comune, un innovativo piano che porta la fibra ottica fino alle abitazioni, con l’obiettivo di rendere disponibili collegamenti super-veloci a partire da 300 Megabit al secondo e potenzialmente fino a 1.000 Megabit (1 Giga). I lavori per la realizzazione della nuova rete partiranno in molte zone della città entro il mese di agosto, in modo da rendere i servizi progressivamente disponibili alla clientela, con l’obiettivo di collegare circa 36 mila unità immobiliari alla conclusione del piano previsto per il 2018. Salerno, infatti, è stata inserita da TIM nel piano nazionale di cablaggio in tecnologia FTTH (Fiber To The Home), che prevede di raggiungere oltre 3,5 milioni di abitazioni nell’arco di tre anni.

Intesa tra TIM e Comune di Salerno per velocizzare i lavori

Questo risultato è stato raggiunto grazie agli importanti investimenti che TIM sta facendo nella città di Salerno e alla collaborazione dell’Amministrazione Comunale che si è resa disponibile ad agevolare la realizzazione del progetto. L’intesa raggiunta, infatti, oltre a velocizzare e semplificare le procedure autorizzative necessarie all’effettuazione dei lavori, favorisce e minimizza le attività di scavo mediante l’utilizzo di tecniche innovative a basso impatto ambientale e con ridotti tempi di lavorazione, e consente l’utilizzo di infrastrutture comunali per la posa della fibra. TIM provvederà inoltre all’installazione e alla manutenzione della fibra ottica fino alle abitazioni e agli uffici senza alcun onere per condomini e imprese.

Massima qualità nella fruizione dei contenuti

Grazie a questo intervento, Salerno sarà dotata di una rete a banda ultralarga ancora più performante di quella che già oggi è a disposizione di cittadini e imprese. Il nuovo programma di sviluppo della rete a banda ultralarga, grazie al quale la fibra raggiunge direttamente gli edifici, fa infatti seguito a quello già realizzato da TIM in tecnologia FTTCab e che attualmente già rende disponibili per i cittadini salernitani collegamenti fino a 100 megabit per oltre 45mila unità immobiliari, che diventeranno circa 51mila a fine piano pari al 95% della popolazione. Questo consentirà di offrire una ancora più elevata qualità nella fruizione di contenuti video in HD e 4K e una migliore esperienza di navigazione a beneficio di un crescente numero di cittadini. In questo modo, TIM conferma il proprio impegno per fornire alla città una infrastruttura ultra-moderna, con l’obiettivo di accelerare i processi di digitalizzazione sul territorio comunale. Le imprese possono inoltre accedere al mondo delle soluzioni professionali, sfruttandone al meglio le potenzialità grazie alla connessione in fibra ottica. Quest’ultima abilita anche applicazioni innovative come la telepresenza, la videosorveglianza, i servizi di cloud computing per le aziende e quelli per la realizzazione del modello di città intelligente per le amministrazioni locali, tra cui la sicurezza e il monitoraggio del territorio, l’info mobilità e le reti sensoriali per il telerilevamento ambientale

Banda ultralarga, Tim porta a Bari la connessione superveloce

Sempre più veloce. Potrebbe essere questo il claim del nuovo programma nazionale promosso da Tim sulla banda ultralarga fino a 1.000 Mega, che di recente è stata lanciata a Bari. La connessione superveloce, grazie alla nuova rete Ftth (Fiber To The Home), arriva anche in Puglia. Grazie a questa innovazione, i clienti Tim che hanno già attiva un’offerta fibra su questo tipo di infrastruttura, o coloro che sceglieranno di attivarla, potranno sperimentare senza costi aggiuntivi l’ultra-internet fino a 1.000 Megabit al secondo in download e 100 Megabit in upload. I collegamenti sono già disponibili in circa 7mila unità immobiliari di Bari, che diventeranno oltre 97.500 a completamento del piano, previsto per fine 2018. Si tratta della più alta velocità di connessione su un collegamento in fibra mai raggiunta in Italia a livello residenziale, che viene resa disponibile alla clientela Tim grazie ad una sperimentazione ‘live’ della durata di 6 mesi. Bari fa parte del piano nazionale di Tim per il cablaggio in tecnologia Ftth che prevede di raggiungere oltre 3,5 milioni di abitazioni entro il 2018.

Connessione super in tutta Italia

Il progetto ‘fibra 1.000 Mega’, che ha già toccato Perugia, Milano, Catania e Torino, punta a fornire alle principali città italiane le più avanzate soluzioni di rete per la banda ultralarga in grado di far accedere cittadini e imprese a servizi sempre più performanti, confermando così l’impegno di Tim per l’innovazione tecnologica. Chi aderirà all’iniziativa, riservata a 3.000 clienti, riceverà un modem di nuova generazione per consentire l’erogazione del servizio a 1.000 Mega. Tim, secondo quanto si legge in un comunicato ufficiale, “sta realizzando a Bari una rete a banda ultralarga ancora più performante di quella che già oggi è a disposizione di cittadini e imprese, confermando così il proprio impegno per dotare il capoluogo piemontese di una infrastruttura ultra-moderna e accelerare in questo modo i processi di digitalizzazzione della città”.

Servizi e opportunità per cittadini e imprese

Il nuovo programma di sviluppo della rete a banda ultralarga, grazie al quale la fibra raggiunge direttamente le abitazioni e gli uffici, fa seguito a quello già realizzato da Tim in tecnologia FTTCab e che già rende disponibili per i cittadini baresi collegamenti fino a 100 megabit per oltre 129mila unità immobiliari, pari al 93% della popolazione. Questo consentirà di offrire una ancora più elevata qualità nella fruizione di contenuti video in HD e 4K e una migliore esperienza di navigazione. Con la fibra è possibile accedere a contenuti video di particolare pregio anche 4K. La connessione ad alta velocità consente inoltre di fruire di contenuti multimediali contemporaneamente su smartphone, tablet e smart Tv. Le imprese possono inoltre accedere al mondo delle soluzioni professionali, sfruttandone al meglio le potenzialità grazie alla connessione in fibra ottica. Quest’ultima abilita anche applicazioni innovative come la telepresenza, la videosorveglianza, i servizi di cloud computing per le aziende e quelli per la realizzazione del modello di città intelligente per le amministrazioni locali, tra cui la sicurezza e il monitoraggio del territorio, l’info mobilità e le reti sensoriali per il telerilevamento ambientale.

Tecnologia, le parole che gli Italiani fingono di conoscere

Cloud? Emoji? Internet of things? Secondo la ricerca “Samsung Tech Habits”, realizzata nel 2016 dalla multinazionale coreana, gli Italiani, pur utilizzando questi termini, non ne conoscono realmente il significato, nonostante si utilizzi più tecnologia rispetto al passato. Il 59% degli italiani, infatti, dichiara di utilizzare più tecnologia rispetto a due anni fa (al di sopra della media europea, che si attesta intorno al 52%) e il 14% afferma di non riuscire ormai a vivere senza connessione e tecnologia. Tuttavia, questo si traduce nella maggior parte dei casi in una sorta di “dipendenza” dal proprio smartphone o tablet.

Conoscenze digitali, le differenze tra Italia ed Europa

In base ai dati diffusi dalla Samsung, il 40% degli Italiani è estremamente curioso e interessato alle funzionalità proposte dagli smartphone più tecnologici, spesso però si ferma al primo impatto senza sfruttare pienamente applicativi e tecnologie.  Le parole, invece, restano sconosciute ai più: l’88% degli Italiani ha dichiarato infatti di fingere di conoscere termini legati alla tecnologia, senza invece avere idea del loro significato. Tuttavia, scorrendo i risultati dell’indagine realizzata dal colosso coreano viene da chiedersi se per gli Italiani non si ponga un problema concreto di analfabetismo digitale, che non permette loro di sfruttare pienamente le potenzialità delle nuove tecnologie. Circa un terzo degli Italiani, pari al 32%, ha dichiarato che una terminologia poco chiara impedisce di comprendere e utilizzare tutte le funzionalità di un dispositivo (in Europa la percentuale scende al 23%); il 36% dice di possedere almeno un device più avanzato rispetto alle proprie capacità di utilizzo (la percentuale sale invece al 43% a livello europeo), mentre il 7% (l’11% in Europa) avverte di essere in ritardo rispetto alle novità tecnologiche.

I 5 termini meno riconoscibili per gli Italiani

Quali sono le parole che suonano più incomprensibili agli Italiani quando si tratta di tecnologia? Sostanzialmente cinque: cloud, emoji, internet of things, fibra ottica, android. La ricerca “Samsung Tech Habits” ha messo in luce alcune differenze significative tra Italiani ed Europei. Se anche in Europa il termine cloud si conferma come il più “oscuro” nell’ambito tecnologico, dalla seconda posizione in poi emergono alcune distinzioni. In Europa è streaming a risultare poco chiaro, mentre in Italia al secondo posto si piazza emoji. Questo si spiega con la tendenza che vede sempre più Italiani utilizzare servizi di streaming online e contenuti digitali a pagamento. Per quanto riguarda il termine emoji, invece, gli Italiani non associano questa parola di origine giapponese alle “faccine” usate ogni giorno per esprimere le proprie emozioni via chat.

Internet delle cose, questo sconosciuto

Sempre più oggetti nella nostra vita sono interconnessi e ormai parte integrante delle nostre abitudini: dalle app per mettere in moto gli elettrodomestici, alla domotica, fino all’automobile collegata allo smartphone. È l’epoca del cosiddetto “internet delle cose”, eppure la maggior parte degli Italiani ancora non collega questa espressione all’epoca che stiamo vivendo e all’utilizzo che ne facciamo tutti i giorni.