Il cloud cresce computing nelle PMI italiane

Le possibilità offerte dal cloud computing sono sempre più una risorsa indispensabile e diffusa nel sistema produttivo del nostro paese, anche per le piccole e medie imprese.

In altre parole, siamo ormai in una fase in cui le aziende sempre più tendono rinunciano a infrastrutture IT fisiche, per affidarsi a risorse informatiche di soggetti terzi. Il motivo è chiaramente la possibilità di ottenere in questo modo risparmi economici oltre che di sfruttare le opportunità di flessibilità offerte dal cloud computing.

Questo è quanto emerge dai dati forniti dall’osservatorio Cloud & ict del Politecnico di Milano. Dal punto di vista strettamente economico il mercato italiano ha registrato un aumento del 18% nel 2016, arrivando alla cifra di 17 miliardi complessivi.

Pur con le dovute differenze tra le esigenze espresse da imprese di diverso tipo, si consolida l’idea che si possa raggiungere vantaggi competitivi rinunciando a infrastrutture residenti dell’Information Technology per andare verso soluzioni che possono riguardare come sappiamo almeno tre fasce fondamentali di utilizzo del cloud computing: Software as a Service (SaaS), Platform as a Service (PaaS), Infrastructure as a Service (IaaS).

Sia che si tratti di utilizzare un software o una intera piattaforma in remoto sia che si tratti dell’utilizzo di risorse hardware in remoto, sappiamo che le imprese impegnate nell’utilizzo di queste risorse sono passate dal 20% al 60% nel giro degli ultimi due anni.

In realtà, le aziende dei diversi comparti mostrano una consapevolezza diversa così come peculiari obiettivi di utilizzo del cloud computing. Anche la dimensione aziendale ha un impatto sul livello di implementazione di questa tecnologia. Il 40% delle imprese con più di 50 dipendenti utilizza servizi cloud. Se invece consideriamo le imprese con un numero di dipendenti che va da 10 a 49, la percentuale scende al 20%.

Il cloud computing resta in tutti i casi una direzione di sviluppo tecnologico indispensabile, sempre più maturo nelle possibilità di utilizzo offerte per le imprese di tutti i settori.

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Localizzazione dati, in arrivo le linee guida Ue

Arriverà a gennaio 2017 la linea Ue sui liberi flussi di dati, con una comunicazione dei principi generali, mentre è in calendario per giugno la proposta legislativa vera e propria, per mettere ordine nella selva crescente di legislazioni nazionali dei 28 una diversa dall’altra. Lo ha annunciato il vicepresidente della Commissione Ue al mercato unico digitale Andrus Ansip in un incontro con alcuni media tra cui l’ANSA.

Tutelare le pmi digitali

“È più complicato di quanto pensassi intervenire nel settore”, ha affermato Ansip, “già oggi possiamo vedere come diversi stati in Europa e nel mondo stanno introducendo la loro legislazione”. Nella sola Ue ci sono già una cinquantina di norme differenti in 21 Paesi sulla localizzazione dei dati. La situazione di “mancanza di certezza legale per le imprese e la gente”, quindi, “non è così buona”, ma in arrivo non ci sarà qualcosa di troppo rigido, anche per quanto riguarda il cloud, altrimenti il rischio sarebbe di “uccidere le imprese” nascenti che se ne stanno occupando. Allo stesso tempo, ha ammesso Ansip, “proporre qualcosa di realmente ambizioso che non sarà accettato né dal Parlamento europeo né dagli stati membri non ha senso”.

Cybersecurity, la Legge di Stabilità stanzia 150 milioni

La Legge di Stabilità prevede uno stanziamento di 150 milioni complessivi per la cybersecurity. Di questi, 135 saranno destinati “in parte ad attività di tipo convenzionale per il potenziamento degli interventi rivolti alla prevenzione e al contrasto delle minacce alla sicurezza informatica nazionale. La parte prioritaria, invece, verrà destinata ad attività di carattere informatico per la protezione dello spazio cibernetico del Paese, di diretta competenza appunto degli Organismi di informazione e sicurezza”.

Dis: “Attività coperte da riservatezza”

A dirlo è stato il sottosegretario del ministero dell’Interno Gianpiero Bocci. Il Viminale fa sapere che il Dipartimento informazioni per la sicurezza (Dis) ha chiarito che “le informazioni relative ad entrambi i tipi di interventi sono coperte da riservatezza”. Per lo stanziamento dei 135 milioni il 20 ottobre scorso con decreto del ministro dell’Economia e finanze si è provveduto ad effettuare le necessarie variazioni di bilancio.

Si rafforza il servizio di polizia postale

“Già la Stabilità 2016 – ha spiegato Bocci – ha previsto che un decimo dei 150 milioni stanziati fosse destinato al rafforzamento del servizio della polizia postale.” In proposito, il sottosegretario ha spiegato che “il 2 febbraio scorso è stato istituito presso il Dipartimento della pubblica sicurezza un apposito gruppo di lavoro con il compito di effettuare una ricognizione preliminare dello stato delle infrastrutture e di redigere uno studio di fattibilità per la sua revisione alla luce delle somme stanziate con la legge di Stabilità”.

Sicurezza, lavoro in cloud pone nuove sfide contro i cyber attacchi

Le grandi aziende, ma anche le pmi innovative, hanno la necessità di trasformare i propri spazi di lavoro, permettendo ai dipendenti di lavorare entro ambiti sempre più mobili. Le aziende che non sono in grado di offrire un ambiente lavorativo flessibile, autonomo e creativo corrono il rischio di perdere i talenti di prossima generazione. Tuttavia, la maggior parte degli ambienti lavorativi non è pronto per reagire alle minacce informatiche future.

Gli spazi di lavoro del futuro

A renderlo noto sono i vertici di Dimension Data, attraverso il white paper dal titolo “Security Workspaces for Tomorrow”, nel quale si evidenzia la crescente richiesta da parte dei dipendenti di molti paesi del mondo di uno spazio lavorativo più mobile e flessibile per poter lavorare in qualsiasi luogo e da qualsiasi dispositivo, aumentando la produttività e migliorando l’equilibrio tra lavoro e vita privata. “Tuttavia,” avverte Matthew Gyde, Group Executive – Security, di Dimension Data “proprio perché gli utenti mobile accedono a Internet in movimento, sono più vulnerabili agli attacchi in quanto potrebbero non avere lo stesso livello di sicurezza offerto all’interno del perimetro aziendale.” Il documento, diffuso da Business Wire, è consultabile online.

Arrivano i millennials

Oggi, l’utente medio utilizza quattro dispositivi al giorno. Un dato destinato ad aumentare fino a 5 dispositivi connessi nei prossimi quattro anni. Entro il 2020, fino a 1,55 miliardi di persone saranno responsabili del lavoro svolto non più solo presso la propria scrivania in ufficio. Inoltre, è previsto che entro il 2015 per una forza lavoro mondiale di 3,85 miliardi di persone, il 50% dei dipendenti sarà costituito da millennials esperti tecnologici per i quali l’equilibrio lavoro-vita è il principale elemento nella valutazione delle opportunità lavorative.

Nuove esigenze in tema di sicurezza e protezione dei dati

Sempre più aziende aspirano a creare efficaci spazi di lavoro del futuro in chiave di mobilità ed economia digitale, e sfruttano i benefici di una forza lavoro mobile basata su piattaforme cloud, c’è più che mai bisogno di implementare adeguate misure per proteggere i dati, le infrastrutture, le applicazioni e gli utenti, ovunque essi si trovino. I dispositivi, l’ambiente, le applicazioni, le tecnologie emergenti, tutti connessi a Internet, potenzialmente costituiscono nuove opportunità di attacchi ai moderni ambienti lavorativi a opera dei cyber criminali.

Internet, il 73% degli italiani lo utilizza ma le pmi ne fanno ancora a meno

Tre italiani su quattro, precisamente il 73,7%, utilizzano il web: secondo gli ultimi dati di EY, l’organizzazione globale di cui fanno parte le Member Firm di Ernst & Young Global Limited. Tra gli under 30, la percentuale sale sensibilmente e arriva al 95,9%. Nel dettaglio, la penetrazione di Internet tra il 2014 e 2015 è salita del 2,8%, nel 2007 era del 28,4%.

La situazione nelle piccole e medie imprese

 Anche le imprese non sono indifferenti alla funzionalità della rete anche se in misura più timida: per quanto riguarda le vendite on line, tale attività ha riguardato il 10% delle imprese nel 2015 (erano l’8,2% nel 2014) e solo il 6,5% delle Pmi fattura almeno l’1% online. Ed invece, il 26% degli utenti acquista appunto su Internet.’ Gli obiettivi della Ue puntano al 33% delle Pmi e al 50% degli utenti. I dipendenti delle aziende non sembrano particolarmente preparati visto che il 36,6% ha competenze digitali basiche mentre il 31,4% le ha addirittura scarse.

La app economy e la strategia nazionale a favore delle fabbriche intelligenti

Oggi oltre i tre quarti del valore generato dal digitale è catturato da settori che non usano il web“, commenta Andrea Paliani, Mediterranean Advisory Services Leader di EY secondo il quale la app economy ha generato oltre 63 miliardi di fatturato in Europa e in prospettiva, nei prossimi tre anni, creerà oltre 4 milioni di posti di lavoro. “La presentazione da parte del Governo del Piano Italia 4.0 ha, tra i tanti pregi, quello di affrontare finalmente in un’ottica globale il tema della trasformazione digitale, puntando con forza sulla necessità di una cabina di regia composta da Governo e da rappresentanze dell’imprenditoria, degli atenei, dei centri di ricerca“. A dichiararlo è Donato Iacovone, Ceo Italia e managing partner Italia Spagna e Portogallo di EY, sottolineando come in Italia siano stati fatti passi avanti nella penetrazione di internet ma come questo ancora non basti. “Il 73,7% degli italiani – ha aggiunto – usa il web con un aumento della penetrazione del 2,8% nell’ultimo anno“. Le vendite online sono passate dall’8,2% al 10%. Nelle imprese il 36,6% ha competenze digitali basiche e il 31,4% scarse laddove il 60,7% delle imprese pmi ricorre a personale esterno quando si tratta di ict. Per Iacovone tuttavia grazie al piano del governo “nessuno potrà più prescindere dal cambiamento epocale che il digitale sta apportando al nostro sistema produttivo, industriale, dei media e dei servizi“.

Smau Torino, TIM protagonista con le soluzioni cloud per le piccole e medie imprese

Si è concluso venerdì 1° luglio, presso Lingotto Fiere, Smau Torino, una delle più importanti rassegne nazionali sull’innovazione. Nell’ambito dell’iniziativa, TIM ha promosso attività e momenti di presentazione delle più innovative soluzioni cloud disponibili per le piccole e medie imprese attraverso il portale Nuvola Store, le nuove iniziative dedicate a software house e system integrator e le startup del programma di accelerazione d’impresa TIM #WCAP.

I servizi di Nuvola Store

Presso lo stand TIM Impresa Semplice (D06) sono stati presentati i servizi digitali di Nuvola Store, il cloud marketplace che permette alle piccole e medie imprese di scegliere, acquistare e gestire in modo semplice e immediato le più avanzate soluzioni ICT: suite di produttività, servizi di cloud storage, messaggistica, hosting, PEC, domini internet, soluzioni per la visibilità, promozione, creazione e la gestione del proprio sito web, anche in versione ottimizzata per l’accesso in mobilità, servizi per la sicurezza, oltre ad una soluzione di fatturazione elettronica. In particolare, spazio ai  seguenti servizi innovativi: Mail Power, il servizio che abilita la gestione in tempo reale di newsletter promozionali e informative verso i clienti tramite email, SMS e social network. Grazie all’intuitivo editor integrato (Drag&Drop) permette di creare in pochi click il proprio messaggio, ottimizzato per tutti i dispositivi mobili, e distribuirlo a tutti i destinatari che si desidera raggiungere. Il sistema avanzato di statistiche di Mail Power consente di valutare, in tempo reale, il successo di ogni campagna e, grazie ai report aggregati o per utente, segnala l’interesse dei destinatari e la rilevanza dei contenuti; Vetrina Power, la piattaforma che permette di valorizzare la propria presenza sui canali web e social, fidelizzando la clientela e instaurando relazioni privilegiate con nuovi potenziali clienti. 

Le opportunità di Vetrina Power e gli altri strumenti per le PMI

Vetrina Power rende disponibili applicazioni che interagiscono, si aggiornano e vengono gestite grazie al Web Media Center, un unico pannello di controllo che consente di integrare l’insieme di servizi dedicati alla Visibilità, alla Comunicazione e al Marketing; Contatti Power, la soluzione di Digital Mobile Marketing per la gestione in tempo reale di campagne promozionali e informative per comunicare con i clienti via SMS, email e social network. Grazie alla console di gestione, permette di creare e distribuire sondaggi e contenuti digitali su tutti i dispositivi dei propri clienti, compresi gli smartphone, e di monitorare costantemente i risultati delle campagne grazie ad un efficace e semplice sistema di statistiche; Data Space Easy, il servizio per le piccole e grandi aziende che hanno necessità di archiviare, condividere e salvare in modo sicuro, facile ed affidabile, file e applicazioni. In base alle esigenze professionali, è possibile utilizzare il servizio in modalità personale o condivisa (gruppo di lavoro) per favorire la collaborazione e la produttività del team; TIM Wi-Fi Power, la soluzione che permette agli esercizi commerciali di offrire ai propri clienti un accesso semplice e gratuito alla rete Wi-Fi. Oltre alla rapida personalizzazione della pagina di benvenuto, anche dall’app dello smartphone, il servizio consente di tenere aggiornati i clienti registrati su eventi e iniziative e monitorare la “pedonabilità” del locale; inoltre può essere utilizzato in maniera integrata con Contatti Power per effettuare campagne promozionali via SMS personalizzate. Inoltre TIM presenta la Piattaforma Rivenditori, un programma rivolto alle aziende e ai professionisti che vogliano commercializzare le soluzioni di nuvolastore.it, aumentando il numero dei prodotti e servizi offerti ed ampliando il portafoglio clienti senza doversi occupare della gestione e manutenzione delle infrastrutture tecniche, concentrandosi esclusivamente sul proprio business. 

Tecnologia e digitalizzazione per lo sviluppo competitivo

TIM offre ai partner che decidono di aderire al programma condizioni economiche riservate, una vasta gamma di prodotti e servizi di alta qualità per arricchire il proprio catalogo, contatti commerciali esclusivi, assistenza dedicata e uno strumento di business automation personalizzabile: il Pannello Rivenditori, basato su una piattaforma leader di mercato. Attraverso il Pannello Rivenditori, il partner potrà commercializzare i servizi cloud di TIM aggiungendo i propri servizi professionali e associandoli direttamente ai clienti, gestire i DNS dei domini e l’intera relazione con il cliente finale, incluso billing, sconti e promozioni affidando a nuvolastore.it la gestione dei servizi e la loro definizione. 

Le startup del programma TIM #WCAP

TIM #WCAP – l’acceleratore d’impresa di TIM – partecipa a SMAU Torino presentando tre startup che si sono distinte nel programma di accelerazione 2015: Donkey Commerce, Predix.it e Xensify. Donkey Commerce è uno strumento che facilita lo sviluppo, l’apertura e l’abilitazione di un e-commerce. Permette inoltre alle PMI di internazionalizzare il proprio store attraverso la condivisione dei prodotti con altri venditori stranieri e offre servizi e spedizioni a prezzi convenzionati. Predix.it consente ai siti e agli e-commerce di analizzare il comportamento degli utenti anonimi e registrati, con l’obiettivo di incrementare il click-to-rate, ottimizzare il coinvolgimento e la profondità di navigazione e massimizzare le vendite. Xensify è una soluzione rivolta ad aziende retail con punti vendita fisici che vogliono incentivare l’esperienza d’acquisto, migliorandola e rendendola sempre più personalizzata. Si basa su una piattaforma connessa alle app del brand che monetizza le interazioni con i clienti tramite iniziative di up/cross-selling, cash-back e fidelity. TIM #WCAP Accelerator è presente a Milano, Bologna, Roma e Catania, con oltre 4.000 mq di spazio dedicati all’innovazione.