Internet, il 73% degli italiani lo utilizza ma le pmi ne fanno ancora a meno

Tre italiani su quattro, precisamente il 73,7%, utilizzano il web: secondo gli ultimi dati di EY, l’organizzazione globale di cui fanno parte le Member Firm di Ernst & Young Global Limited. Tra gli under 30, la percentuale sale sensibilmente e arriva al 95,9%. Nel dettaglio, la penetrazione di Internet tra il 2014 e 2015 è salita del 2,8%, nel 2007 era del 28,4%.

La situazione nelle piccole e medie imprese

 Anche le imprese non sono indifferenti alla funzionalità della rete anche se in misura più timida: per quanto riguarda le vendite on line, tale attività ha riguardato il 10% delle imprese nel 2015 (erano l’8,2% nel 2014) e solo il 6,5% delle Pmi fattura almeno l’1% online. Ed invece, il 26% degli utenti acquista appunto su Internet.’ Gli obiettivi della Ue puntano al 33% delle Pmi e al 50% degli utenti. I dipendenti delle aziende non sembrano particolarmente preparati visto che il 36,6% ha competenze digitali basiche mentre il 31,4% le ha addirittura scarse.

La app economy e la strategia nazionale a favore delle fabbriche intelligenti

Oggi oltre i tre quarti del valore generato dal digitale è catturato da settori che non usano il web“, commenta Andrea Paliani, Mediterranean Advisory Services Leader di EY secondo il quale la app economy ha generato oltre 63 miliardi di fatturato in Europa e in prospettiva, nei prossimi tre anni, creerà oltre 4 milioni di posti di lavoro. “La presentazione da parte del Governo del Piano Italia 4.0 ha, tra i tanti pregi, quello di affrontare finalmente in un’ottica globale il tema della trasformazione digitale, puntando con forza sulla necessità di una cabina di regia composta da Governo e da rappresentanze dell’imprenditoria, degli atenei, dei centri di ricerca“. A dichiararlo è Donato Iacovone, Ceo Italia e managing partner Italia Spagna e Portogallo di EY, sottolineando come in Italia siano stati fatti passi avanti nella penetrazione di internet ma come questo ancora non basti. “Il 73,7% degli italiani – ha aggiunto – usa il web con un aumento della penetrazione del 2,8% nell’ultimo anno“. Le vendite online sono passate dall’8,2% al 10%. Nelle imprese il 36,6% ha competenze digitali basiche e il 31,4% scarse laddove il 60,7% delle imprese pmi ricorre a personale esterno quando si tratta di ict. Per Iacovone tuttavia grazie al piano del governo “nessuno potrà più prescindere dal cambiamento epocale che il digitale sta apportando al nostro sistema produttivo, industriale, dei media e dei servizi“.

Startup, in Italia cresce l’ecosistema dell’innovazione

Mentre a Firenze nasce la prima startup innovativa senza notaio, attraverso una procedura esclusivamente online, in Italia il numero di nuove imprese innovative cresce ad un buon ritmo e, ad oggi, risultano iscritte, a livello nazionale, ben 6.235 imprese (+21,2% rispetto a fine 2015). Si tratta di giovani imprese che nell’ultimo anno hanno impiegato prevalentemente fino a quattro addetti (78,5%). Le startup di nuova generazione operano prevalentemente nei servizi (75,4%) e hanno un valore della produzione che per il 65,4% non supera i 100 mila euro. A livello di governance, il 13,2% ha una compagine societaria a prevalenza femminile mentre le start up coordinate in maggioranza dai giovani (under 35) rappresentano ben il 21,6% del totale. È quanto emerge da una ricerca effettuata dalla compagnia assicurativa Bnp Paribas Cardif, nell’ambito dell’Open-F@b Call4Ideas 2016.

Lo scenario regionale

I dati diffusi rivelano che, a livello regionale, è la Lombardia a registrare in assoluto il valore più alto, con 865 start up innovative (pari al 21,7% del totale nazionale), seguita dall’Emilia Romagna con 750 (12%), il Lazio con 619 (9,9%), il Veneto con 483 (7,7%), il Piemonte con 397 (6,4%) e la Campania con 396 (6,4%). Tra le province più dinamiche Milano con 917 giovani imprese, Roma con 536 e Torino con 298. Rispetto alla fine del 2015, la crescita più alta in termini percentuali si registra in due regioni del centro-Sud, Abruzzo (+35,7%) e Basilicata (+34,3%), seguite dall’Emilia Romagna (29,8%).

Startup, intesa tra “Federico II” e UniCredit

Un nuovo strumento per agevolare la nascita, lo sviluppo e la competitività delle imprese del territorio napoletano e favorire l’occupazione, valorizzando in particolare le potenzialità di giovani che vogliono affrontare un percorso imprenditoriale. È questo l’obiettivo del protocollo di intesa firmato da UniCredit e Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

 

Stimolare il collegamento tra ricerca e impresa

Con l’intesa prende il via una nuova collaborazione tra l’Università e UniCredit, finalizzata in particolare a selezionare idee innovative di giovani con capacità imprenditoriale e trasformarle in startup, nuove realtà imprenditoriali da supportare nel loro percorso di avviamento, di crescita e di sviluppo. In particolare, UniCredit e Università degli Studi di Napoli Federico II collaboreranno per la realizzazione di un’azione congiunta finalizzata allo scouting di aziende di nuova costituzione e valuteranno insieme i percorsi di crescita, con l’obiettivo di stimolare nuove modalità di collaborazione tra le aziende e di intensificare la collaborazione in rete degli imprenditori, anche attraverso l’individuazione, a cura della banca, di filiere produttive.

 

Il Contamination Lab di Napoli

Il protocollo d’intesa sancisce la collaborazione tra UniCredit e Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II già avviata nel 2016 all’interno del progetto Contamination Lab Napoli, promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero dello Sviluppo Economico, che favorisce percorsi di contaminazione tra studenti di discipline diverse con lo scopo di promuovere la cultura dell’imprenditorialità, dell’innovazione e del fare, l’interdisciplinarietà e nuovi modelli di apprendimento. Il Contamination Lab Napoli si propone come strumento di raccordo tra l’Università, il territorio, le imprese e le istituzioni, fornendo le chiavi interpretative e gli strumenti più efficaci per valorizzare la creatività giovanile e incoraggiare nuovi saperi, competenze e linguaggi al fine di dare impulso a una cultura digitale d’impresa e favorire la nascita di startup e progetti culturali innovativi tra i giovani della Campania.

Campania, sette milioni di euro per i nuovi talenti nello sviluppo delle app

Largo ai nuovi talenti del digitale. La Regione Campania sostiene il programma iDeA – iOS Developer Academy, per l’attivazione a Napoli del centro di formazione per sviluppatori di applicazioni per terminali mobili (app), su piattaforma iOS, nel complesso universitario di San Giovanni a Teduccio (Area ex Cirio).

Una factory digitale made in Campania

Sono sette i milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Campania per il finanziamento di mille borse di studio per sostenere talenti campani o provenienti da altri paesi, che nel prossimo triennio frequenteranno la “factory” campana. La iOS Developers Academy di Napoli sarà unica in Europa, e terza a livello mondiale con i suoi omologhi in Brasile, e nella sede di Apple a Cupertino in California. Un’operazione che scommette sul futuro, sulla qualificazione del capitale umano e sulla formazione di nuove generazioni di professionisti digitali che possano arricchire il sistema produttivo e tecnologico regionale.

Primo obiettivo: sviluppare un ecosistema dell’innovazione

I giovani diventeranno, infatti, agenti di contaminazione e sviluppo per tutto l’ecosistema campano, innestando competenze e idee imprenditoriali necessarie a incrementare la competitività della nostra Regione. Gli sbocchi professionali per gli studenti che avranno frequentato l’Academy potranno configurarsi sia nell’innesto nell’offerta di servizi e di competenze delle aziende ICT operanti in Campania che li assumeranno, sia nella creazione di startup digitali presso gli incubatori presenti. 

Internazionalizzare per competere

La presenza di studenti non residenti in Campania o provenienti da altri Paesi impatterà sul livello di internazionalizzazione del tessuto imprenditoriale e professionale della regione in coerenza con le politiche di apertura internazionale e di attenzione al capitale umano messe in atto da questa Giunta. Sempre al fine di favorire la più ampia partecipazione di studenti saranno messi a disposizione posti nelle residenze universitarie presenti a Napoli, oltre a una card dedicata che renderà possibile usufruire di facilities per i trasporti, l’accesso ai musei e altre attività che renderanno l’esperienza nell’Academy integrata con il contesto campano.

Startup innovative, in arrivo il bando Economia Circolare della Fondazione Bracco

Opportunità per gli aspiranti imprenditori innovativi. Fondazione Bracco, in collaborazione con Positive Economy Forum San Patrignano, l’incubatore Speed MI Up e il fondo di investimento Oltre Venture, promuove la prima edizione del bando per startup allo scopo di promuovere la transizione verso un’economia circolare a favore di una crescita sostenibile attraverso iniziative imprenditoriali innovative, incoraggiare l’imprenditorialità tra i giovani e diffondere i valori dell’economia positiva. Il Bando Startup Economia Circolare premierà tre startup con un finanziamento a fondo perduto di 5.000 euro per ciascuna insieme a un anno di incubazione startup presso Speed MI Up, l’incubatore dell’Università Bocconi e di Camera di Commercio di Milano.

Chi può partecipare

Possono partecipare al bando, aperto fino al 15 settembre 2016, aspiranti imprenditori che, indipendentemente dalla provenienza territoriale, costituiscano entro tre mesi dall’ingresso in Speed MI Up una società di capitali operante in qualsiasi settore di attività, ma legata al tema dell’economia circolare, con sede legale e/o operativa in Italia oppure startup già costituite da meno di 20 mesi dalla data di pubblicazione del bando. L’età media del team di ciascuna startup non dovrà essere superiore a 39 anni.

I premi in palio

I premi del bando startup Economia Circolare saranno assegnati alle tre startup più meritevoli selezionate secondo i criteri di seguito descritti. Il premio per le tre startup vincitrici consiste in un finanziamento a fondo perduto per ciascuna startup di 5.000 euro al lordo delle ritenute fiscali di legge, sostenuto da Fondazione Bracco per le spese di costituzione della società; un anno di incubazione per ciascuna startup presso Speed MI Up, l’incubatore dell’Università Bocconi e di Camera di Commercio di Milano comprensivo dei servizi di formazione, tutoring offerti dalla Faculty Bocconi e consulenza offerti dalla struttura e descritti qui. Le spese relative all’incubazione sono a carico di Fondazione Bracco. L’incubazione è subordinata all’accettazione da parte dei vincitori del regolamento e delle norme che Speed MI Up impone alle startup incubate presso le proprie strutture.

Candidature entro il 15 settembre 2016

Sul sito dedicato all’iniziativa fondazionebracco. speedmiup.it è disponibile, previa registrazione e successiva approvazione dell’idea, un videocorso online di 12 ore per la elaborazione del business plan e le istruzioni per la realizzazione del video dell’elevator pitch. Tutta la documentazione dovrà essere inviata entro e non oltre il 15 settembre 2016. Il Bando Startup Economia Circolare si inserisce nell’ambito del “progettoDiventerò”, un’iniziativa pluriennale di Fondazione Bracco per accompagnare i giovani di talento nel loro iter formativo e professionale, promuovendo percorsi innovativi di consolidamento del legame tra il mondo accademico e quello del lavoro.

Startup, c’è tempo fino al 30 maggio per iscriversi a TIM #Wcap 2016

Più di 5,5 milioni di euro assegnati alle startup, più di 8.000 progetti raccolti, 4.000 mq dedicati all’innovazione negli acceleratori territoriali di Milano, Bologna, Roma e Catania, 260 startup supportate dal 2009 con un tasso di sopravvivenza del 90%. Sono solo alcuni dei numeri di TIM #Wcap, l’acceleratore corporate promosso da TIM, e certificato dal MISE, per far emergere e consolidare nuove imprese innovative. C’è tempo fino al 30 maggio per partecipare a TIM #Wcap 2016. Quaranta startup saranno selezionate e lanciate sul mercato, attraverso i 4 acceleratori sul territorio. Al programma si accede attraverso la Call for Startups: i progetti selezionati avranno la possibilità di prendere parte al Digital Innovation Year che prevede l’assegnazione di 32 grant da 40.000 euro. Le 10 startup con il migliore potenziale, in grado di fare la differenza durante il programma di accelerazione, entreranno a far parte del Best in Class Program, grazie al quale riceveranno un ulteriore grant di 10.000 euro – quindi beneficeranno di un grant di 50.000 euro in totale – e un mese di accelerazione aggiuntivo.

Digital Innovation Year, un efficace programma di accelerazione

Il Digital Innovation Year consiste in 3 mesi di accelerazione in uno dei 4 acceleratori territoriali e 9 mesi di mentorship e coworking. Le startup verranno guidate da tutor e mentor qualificati, in un percorso orientato alla crescita dell’idea imprenditoriale, attraverso momenti formativi e pratici. Concluso il programma di accelerazione, le startup potranno continuare a lavorare al loro progetto all’interno degli acceleratori, in un ambiente di prototipazione e sperimentazione open&free e in sinergia con i TIM Joint Open Labs, i laboratori TIM in collaborazione con le principali università italiane. Le startup selezionate avranno inoltre a disposizione un Trial Corner che offrirà apparati, servizi e cloud, per testare rapidamente le soluzioni proposte dagli aspiranti imprenditori, su device e configurazioni diverse.

Albo veloce e Basket innovazione, da startup a fornitori di TIM

Un altro aspetto vantaggioso per gli startupper che prenderanno parte al programma è quello di poter entrare subito nell’ Albo Veloce che certifica le imprese nell’ ottica di ammetterle tra i fornitori TIM. Già nella fase di accelerazione, le startup avranno riscontri da parte delle Business Unit di TIM che, grazie al Basket Innovazione – budget dedicato a cui tutte le Business Unit di TIM possono attingere – sono incentivate all’ acquisto delle loro soluzioni. In altri termini, si accede al programma come startup e, durante il percorso di accelerazione, si “rischia” di diventare fornitori di una delle più grandi aziende italiane. Al termine dei tre mesi, il percorso si conclude con il Demo Day, che consiste nella presentazione dei prodotti e dei progetti a influencer e potenziali investitori, durante la pitch session. L’edizione 2016 del TIM #Wcap è aperta anche a startup che non parteciperanno alla Call: 8 progetti d’impresa, infatti, verranno selezionati, in aggiunta ai 32 che accederanno al Digital Innovation Year. A questi progetti saranno assegnati un grant di 40.000 euro e fino a 40 ore di mentorship. Per maggiori informazioni è online il sito web del programma.